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Pensioni donne, precoci, uomini riforma Governo Renzi: novità ancora dichiarazioni ufficiali su Mini pensione, quota 100, prestito

Andare in pensione prima e modificare le norme della riforma pensioni Fornero per renderle più flessibili: quali le ipotesi di nuovo in discussione?




La ‘minaccia’ del referendum di abrogazione della riforma pensioni Fornero lanciato dalla Lega e la nuova nomina di Tito Boeri presidente dell’Inps potrebbero essere gli eventi per arrivare, finalmente, a definire novità sulla pensioni, le stesse che si attendono ormai da anni. Secondo le ultime notizie infatti, si tratta di avvenimenti che sembrano aver dato una scossa quanto meno nelle intenzioni di lavoro del governo che, dopo un anno, il 2014, di annunci e promesse, non è riuscito a realizzare nulla se non le pochissime novità contenute nella nuova Legge di Stabilità che, per le pensioni, prevedono solo l’abolizione delle penalizzazioni per chi decide di andare in pensione prima di aver compiuto i 62 anni di età e un nuovo tetto alle pensioni cosiddette d’oro.

Ma mancano interventi orientati verso quella flessibilità tanto auspicata e richiesta da tanti, ed ecco che si torna a discutere delle proposte che in questi ultimi mesi hanno alimentato fortemente il dibattito pensionistico fra forze politiche e sociali e non solo. Stiamo parlando delle ipotesi di uscita anticipata a 62 anni di età con 35 anni di contributi e un sistema di penalizzazioni e incentivi in base all’età in cui si decide di lasciare il lavoro, prima o dopo i 66 anni oggi richiesti; di uscita a quota 100, sempre proposta da Cesare Damiano, somma dell’anzianità contributiva e anagrafica che consentirebbe al lavoratori di andare n pensione, per esempio, con 62 anni e 38 anni di contributi o con 60 anni e 40 di contributi; di prestito pensionistico, proposto dal ministro del Lavoro Poletti, che consentirebbe, su base volontaria, al lavoratore, di andare in pensione qualche anno prima rispetto ai 66 percependo un anticipo sulla pensione finale da restituire con piccole decurtazione sull’assegno mensile percepito una volta in pensione con i requsiti richiesti.

La nomina di Boeri porta di nuovo in discussione anche la possibilità di uscita anticipata per tutti, uomini e donne, dipendenti e autonomi, con sistema contributivo. Vale a dire si darebbe ai lavoratori la possibilità di andare in pensione prima dei 66 anni richiesti dalla legge Fornero accettando però il calcolo della propria pensione finale con sistema contributivo e, dunque, un assegno ridotto rispetto a quello che si percepirebbe con il più vantaggioso retributivo, anche del 25-30%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il