Accordo tra Eni e la russa Gazprom per l'energia in Italia

Un accordo sull'energia che prevede l'allungamento dei contratti di fornitura da parte russa alla società italiana fino al 2035



Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, e Alexey Miller, amministratore delegato di Gazprom, hanno firmato oggi a Mosca un accordo sull'energia che prevede l'allungamento dei contratti di fornitura da parte russa alla società italiana fino al 2035, l'ingresso di Gazprom nel mercato italiano del gas e quello di Eni nel mercato energetico russo.

L'accordo è stato salutato con favore dal presidente del Consiglio Romano prodi e dal ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani che parlano di maggiore sicurezza per i nostri approvvigionamenti e buoni sbocchi per Eni in Russia. La firma dell'accordo era stata anticipata a Reuters da una fonte vicina all'operazione che aveva già definito, come fa Scaroni nella nota, "storico" l'accordo. Altre due fonti avevano in precedenza informato Reuters che Scaroni si trovava oggi a Mosca e che era atteso in serata un comunicato sulla trattativa.

Nel comunicato si dice che "Gazprom estenderà la durata dei contratti di fornitura di gas fino al 2035 a Eni, che in questo modo si conferma il primo cliente mondiale di Gazprom . Nell'ambito di questo nuovo schema contrattuale Gazprom venderà, a partire dal 2007, direttamente sul mercato italiano quantitativi crescenti di gas (parte dei volumi venduti oggi a Eni), fino ad un potenziale di circa 3 miliardi di metri cubi dal 2010 e per tutta la durata del contratto". Nell'upstream è stata raggiunta un bozza d'intesa che sarà perfezionata l'anno prossimo: "Eni e Gazprom hanno identificato una serie di progetti di grande rilievo (società ed asset), sia in Russia sia all'estero, che hanno deciso di perseguire congiuntamente. Le due società lavoreranno su base esclusiva su questi progetti che si prevede siano finalizzati entro il 2007". Eni e Gazprom firmeranno specifici accordi di interesse strategico nelle seguenti aree: trasporto del gas e rigasificazione per servire il mercato mondiale.

Scaroni, si legge nella nota, ha detto che si tratta di un "accordo storico. La nuova alleanza strategica tra Eni e Gazprom è stata resa possibile da un rapporto unico nel settore che dura da oltre 50 anni, e si proietta per i prossimi 30 anni". Già il 10 marzo del 2005 era stato siglato un primo accordo fra le due società dall'ex amministratore delegato Vittorio Mincato, accordo poi confermato il 16 giugno giugno. Tale accordo prevedeva il prolungamento del contratto di fornitura di gas all'Italia dal 2017, scadenza finora valida, al 2027 e permetteva a Gazprom l'accesso alla vendita diretta del gas in Italia in joint venture con Bruno Mentasti, ex socio d'affari di Silvio Berlusconi che ebbe numerosi incontri con il presidente russo Valdimir Putin per sostenere la necessità dell'accordo. Questo accordo, dopo le critiche che vennero fatte anche da parte dell'Antitrust italiana, fu però cancellato dalle due società il 20 ottobre dello stesso anno, quando si annunciarono trattative per la revisione dell'accordo su nuove basi.

Per Prodi, oggi ad Algeri per un bilaterale, l'accordo è "molto importante perché ci dà buona parte delle nostre necessità energetiche e sicurezza nel lungo periodo. E' anche la preparazione per una collaborazione tra Eni e Gazprom più forte. Ci sono prospettive, anche se non concluse, ma molto forti perché Eni Lavori a monte, cioè integrandosi negli investimenti della Russia". "La nostra strategia energetica è chiara: aumentare la sicurezza dei rifornimenti russi e creare rigassificatori in modo da avere energia alternativa", ha concluso Prodi. In serata anche Bersani ha commentato l'intesa dicendo che "si tratta di un accordo di grande rilievo. Tutto ciò che rafforza la stabilità e la sicurezza dell'approvvigionamento a lungo termine è un provvedimento importante per il Paese". Secondo il ministro le "condizioni di mercato che potranno derivare dall'accordo dovranno essere valutate nel concreto, anche dalle autorità competenti sotto il profilo della concorrenza. In particolare il Governo è interessato a considerare le condizioni di reciprocità previste dall'accordo, il cui sviluppo può essere molto significativo sia per l'azienda sia per il complesso delle relazioni economiche tra Italia e Russia".

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il