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Pensioni 2015: donne e uomini calcolo INPS. Per chi, quando, cosa cambia età, requisiti, contributi. Conteggio valore assegno

Cosa cambia nel 2015 per i requisiti pensionistici e il valore degli assegni mensili: le novità previste e cosa aspettarsi per modifiche riforma Fornero




Requisiti pensionistici inalterati, assegni mensili meno corposi e novità valide solo per i lavoratori precoci: inizia un nuovo anno ma nulla sembra ancora cambiare per quella riforma pensioni Fornero che tanti chiedono di modificare per renderla più flessibile e per risolvere quei problemi nati da errori grossolani compiuti durante la sua formulazione, da caso esodati a caso dei quota 96 della scuola, insegnanti e personale Ata che pur avendo maturato i requisiti per accedere alla pensione ormai quasi tre anni fa, sono ancora a lavoro.

Questioni irrisolte, dunque, come quella della rivalutazione negativa delle pensioni che dovrebbe colpire quest’anno gli assegni pensionistici, portando ad una loro svalutazione, piuttosto che ad aumenti, a causa dell’andamento negativo del Pil italiano. Tanto di quanto si sperava non è stato fatto ed ecco che, dunque, in questo 2015 tutto resta esattamente com’era.

Per andare in pensione, uomini e donne dovranno raggiungere i 66 anni e tre mesi di età e i 42 anni e sei mesi di contributi (per le donne 41 anni e sei mesi), requisiti che cambieranno solo nel 2016 quando si verificherà il primo scatto previsto dalla riforma Fornero per adeguamento alla crescita dell’aspettativa di vita. E se molti vedranno arrivare a fine mese pensioni più magre, cambia invece, in meglio, il valore degli assegni pensionistici di coloro che decidono di andare in pensione prima dei 62 anni di età.

La legge Fornero prevede infatti penalizzazioni per ogni anno di anticipo in cui si decide di lasciare il lavoro, penalizzazione che colpisce fortemente i lavoratori precoci, che hanno iniziato a lavorare sin da giovanissimi, ma anche gli usuranti, fortemente colpiti dalle norme Fornero. La nuova Legge di Stabilità, invece, cancella queste penalizzazioni previste, lasciando dunque le pensioni inalterate per chi decide di andare in pensione prima, per cui coloro che vogliono lasciare prima dei 62 anni non subiranno alcun disincentivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il