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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: referendum Lega cancellazione Legge Fornero e conseguenze realistiche per modifiche

Manca poco per sapere se il referendum abrogativo della riforma Fornero promosso dalla Lega sarà approvato: quali cambiamenti potrebbero arrivare?




Dopo aver ricevuto il primo via libera dalla Cassazione, si attende il parere della Corte Costituzionale sulla legittimità del referendum abrogativo lanciato dalla Lega che chiede la cancellazione totale della legge pensionistica attualmente in vigore. Secondo le ultime notizie, la decisione sull’ammissibilità del referendum dovrebbe arrivare entro le prossime settimane, mentre entro il 10 gennaio il governo dovrà presentare le memorie per definire la sua posizione nei confronti del referendum abrogativo, cercando di dimostrare l’inammissibilità dello stesso.

Se però il parere della Corte sarà positivo, la prossima primavera, presumibilmente tra aprile e giugno, gli italiani saranno chiamati a votare. E dovranno decidere se mantenere ancora la riforma pensioni Fornero o tornare alle vecchie regole previdenziali. La domanda proposta in particolare dal referendum chiede ‘Volete che sia abrogato: l’articolo 24 (Disposizioni in materia di trattamenti pensionistici) del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici), convertito in legge, con modificazioni dall’articolo 1, comma 1, della legge 22 dicembre 2011, n.214, nel testo risultante per effetto di modificazioni e integrazioni successive?’.

Se gli italiani decideranno di non cambiare nulla, allora resterebbero in vigore i requisiti pensionistici oggi richiesti e per quest’anno si continuerà ad andare in pensione a 66 anni e tre mesi per tutti, per poi vedere crescere i requisiti nel 2016.

Se, invece, il referendum dovesse vincere, si tornerà ad andare in pensione a 61 anni e 3 mesi oppure con 40 anni di contributi, sarebbe abolito il sistema contributivo entrato in vigore per tutti a partire da gennaio 2012 e con il ritorno alle vecchie norme si chiuderebbero immediatamente i casi di esodati e quota 96 della scuola. D’altro canto, però, si cancellerebbero anche i risparmi di 80miliardi di euro (stimati fino al 2021) che attualmente solo la legge Fornero è capace di assicurare.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il