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Pensioni, Job Act Renzi privati e statali nuovi contratti e licenziamenti, quota 96, amnistia, indulto: novità oggi giovedì 8

Ecco le ultime novità sulle questioni più calde sul tavolo del governo. C'è ancora incertezza sul destino dei lavoratori delle Province.




Ci sono anche la riforma pensioni e la questione degli statali ad animare questi primi giorni dell'anno. Non solo per la discussa applicazione delle norme contenute nel Jobs Act anche per i dipendenti pubblici. Ma anche per l'incertezza sul destino dei lavoratori delle amministrazioni provinciali. In base alle riforma Delrio, dei 43.000 dipendenti delle Province italiane, circa 20.000 sarebbero in esubero e dovrebbero essere sistemati negli organici delle Regioni e dei Comuni. Ma per il momento rimarranno a gravare sui bilanci provinciali.

La riforma stabilisce che siano funzioni fondamentali delle nuove Province e delle Città Metropolitana la cura delle strade, delle scuole e dell'ambiente. Le altre funzioni dovranno essere trasferite. Ma non tutte le Regioni hanno deciso quali si accolleranno. La legge di stabilità impone alle Province di versare nel 2015 un miliardo di euro nelle casse dello Stato. Denari che sarebbero stati risparmiati con il taglio di personale non ancora effettuato. Così oggi un terzo delle Province italiane rischia di andare in dissesto ad aprile.

Se c'è una situazione in fase di stallo è quella dei quota 96 del mondo della scuola: è stato chiesto il conteggio della platea del beneficiari al Ministero dell'Istruzione, ma per ora è tutto bloccato. Rimangono dunque nell'incertezza quei lavoratori che, nonostante il compimento di 61 anni d'età e il raggiungimento di 35 anni di contributi previsti dalla normativa di riferimento, non sono andati in pensione a causa dell'introduzione delle norme contenute nella riforma Fornero, che non hanno tenuto conto della peculiarità del calendario scolastico.

Sui temi amnistia e indulto è pubblicamente intervenuto lo stesso premier Matteo Renzi, secondo cui sono una "prerogativa del Parlamento", spiegando anche di avere una sua personale opinione.

Dal primo gennaio 2015, infine, sono entrati in vigore i nuovi requisiti dell'ISEE, ora più particolareggiato perché comprende quello corrente che tiene conto del cambiamento di reddito di una famiglia; quello Università limitato al finanziamento degli studi post scolastici; quello per le residenze assistenziali per gli anziani; quello per i servizi assistenziali; quello per i minori per le rette per l'asilo nido; quello standard che si riferisce a tutti i casi non rientranti nei 5 precedenti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il