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Tasse 2015, aumenti canone rai, benzina, giornali gennaio 2015: chi deve pagare di più e chi può versare meno o non pagare

Anche il 2015 sarà un anno nel segno delle tante tasse da pagare. Non solo, ma sono già in vigore i rincari sul pedaggio autostradale e sulle tariffe dell'acqua.




Che 2015 attenderà gli italiani? Le avvisaglie non sono positive per via delle tante tasse che si prospettano. Per ora non è decollato né l'unificazione di Tasi e Imu e né la rimodulazione del canone Rai. Quest'ultimo va dunque versato entro il 31 gennaio in un'unica soluzione: l'importo è di 113,50 euro. In alternativa è possibile suddividerlo in due rate (entro il 31 gennaio ed entro il 31 luglio) di 57,92 euro ciascuna o in 4 rate (31 gennaio, 30 aprile, 31 luglio, 31 ottobre) di 30,16 euro ciascuna. Riviste verso l'alto le tariffe dell'acqua potabile più care e le multe per infrazioni al codice della strada.

Fra i quotidiani, il costo del Corriere della Sera è passato da 1,40 a 1,50 euro. Sono già in vigore gli aumenti dei pedaggi autostradali - +2,59% per il traforo del Monte Bianco, 1,50% per l'autostrada Torino-Ivrea-Valle d'Aosta, per la Brescia-Padova, per l'autostrada dei Fiori, per la Milano Serravalle Milano Tangenziali, per la tangenziale di Napoli, +1,46% per autostrade per l'Italia - a cui non si affianca, almeno per ora, il ritocco verso l'alto del prezzo della benzina.

Guai in vista per chi fuma per via dei rincari sulle sigarette di fascia bassa e sulle sigarette elettroniche. Stangata anche sulla birra, sui prodotti alcolici intermedi e sull'alcol etilico, i cosiddetti superalcolici.

Dal primo gennaio 2015 i requisti per andare in pensione sono i seguenti 66 anni e 3 mesi per lavoratori dipendenti e autonomi e per lavoratrici del settore pubblico, 63 anni e 9 mesi per lavoratrici del settore privato; 64 anni e 9 mesi per lavoratrici autonome. In merito alla pensione anticipata, per le persone in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, sono richiesti 42 anni e 6 mesi di anzianità contributiva per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne. Nessuna novità, invece, per i quota 96, i lavoratori del comparto scuola alle prese con difficoltà previdenziale inaspettate per via della peculiarità del loro calendario.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il