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Pensioni donne, vecchiaia, uomini riforma Governo Renzi: novità, chi è davvero disponibile a interventi tra INPS, Ministri,Partiti

Si torna a discutere di questione previdenziale e si accende il dibattito con il nuovo presidente dell’Inps Tito Boeri. Situazione e sue idee





Si preannuncia piuttosto impegnativo questo nuovo anno 2015 per quanto riguarda le novità da approvare per modificare l’attuale riforma pensioni e garantire maggiore flessibilità in uscita per tutti nonché evitare si vada al voto per il referendum abrogativo lanciato dalla Lega per eliminare completamente la riforma pensioni Fornero e tornare alle vecchie norme pensionistiche. E mentre Sel e sindacati, Cgil in testa, appoggiano il referendum, diverse forze politiche sostengono interventi alla riforma pensioni attuale, nonostante le resistenze di Tesoro e ministro dell’Economia Padoan, contrari a modifiche su una riforma capace, nonostante gli errori, doi garantire sostenibilità economica di una Italia in forte difficoltà economica.

Ha proposto nuovi interventi per le pensioni anche Silvio Berlusconi, che punta soprattutto sull’aumento delle pensioni minime, a mille euro; nuove proposte anche da Cesare Damiano e ministro del Lavoro Poletti che invece puntano ancora una volta su uscite anticipate per tutti i lavoratori e per cui bisognerà tornare a definire quei meccanismi di cui si è discusso finora, come prestito pensionistico, uscita a quota 100 o a 62 anni di 35 anni di contributi e penalizzazioni.

Punta a nuovi interventi sulle pensioni anche il nuovo presidente dell’Inps, Tito Boeri, economista candidato a ministro dell’Economia nell’insediamento del governo Renzi che si è poi orientato sul ministro Padoan. Economista dell’Università Bocconi e professore alla  London School of Economics, Boeri, pur riconoscendo la validità della riforma pensioni Fornero nel momento di emergenza in cui è stata formulata, ritiene però che debbano essere applicate modifiche capaci di garantire maggiore equità; parla una nuova proposta che prevede di tassare, con aliquote progressive, la parte dell’assegno previdenziale calcolata non con sistema contributivo ma sul vecchio metodo retributivo, considerando come base le ultime retribuzioni.

Introducendo un prelievo del genere sulle pensioni superiori ai 2mila euro lordi mensili, secondo Boeri si risparmierebbero 4,2 miliardi di euro che potrebbero essere utilizzati, come da lui stesso spiegato, “per contrastare la povertà assoluta, partendo dalle fasce di età più colpite dalla crisi come giovani ed esodati”. E’ stato lo stesso Boeri a proporre, inoltre, di calcolare tutte le pensioni, compresi gli assegni in corso, con il metodo contributivo in vigore per i lavoratori assunti dopo il 1995, e di applicare sugli assegni più alti un prelievo per recuperare le risorse aggiuntive attribuite con il sistema retributivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il