Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: per ultimi interventi, ostacolo a quota 100, Mini Pensioni,prestito sembra solo Ue

Si torna a parlare di sistemi di uscita anticipata ma Ue contraria a interventi su riforma pensioni Fornero. Le prossime novità del governo Renzi

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Dopo la nuova Legge di Stabilità e le pochissime novità che interverranno da quest’anno sulla riforma pensioni Fornero, si torna a parlare di possibilità di uscita anticipata e flessibile, pensando a quei sistemi di pensione anticipata a costo zero, tra prestito pensionistico e mini pensione, uscita a quota 100 o a 62 anni di età con 35 di contributi e penalizzazioni. E se tutte le forze politiche e sociali in Italia sembrano d’accordo sulla necessità di una maggiore flessibilità pensionistica, soprattutto per evitare che si arrivi al voto per il referendum indetto dalla Lega che chiede la totale cancellazione della legge pensionistica attuale.

L'unico ostacolo all’approvazione di questi sistemi di uscita anticipata sembra essere l’Europa, come emerge dalle ultime dichiarazioni ufficiali dei consiglieri di Renzi. Ed è stato lo stesso premier, durante le feste natalizie, a lasciare intendere che la nomina di Tito Boeri come nuovo presidente dell’Inps, anche lui dalla parte di interventi sulle pensioni, non rappresenterà una svolta di chissà quale significati.

Del resto, anche il sottosegretario all'Economia Baretta, pur sostenendo l’importanza di una maggiore flessibilità in uscita da approvare, ha comunque spiegato che la riforma Fornero resta comunque ‘utile’, confermando, seppur leggermente, la posizione del ministro Padoan.

Secondo il ministro dell’Economia, infatti, non bisognerebbe intervenire nell’immediato futuro sulla riforma Fornero che, con i suoi 80 miliardi di euro di risparmi stimati fino al 2021, è l’unica capace di garantire la sostenibilità economica dell’Italia. 

Intanto, si attendono a giorni le memorie del governo che chiariranno la posizione nell’esecutivo nei confronti del referendum abrogativo della Lega, su cui dovrebbe arrivare il parere della Corte Costituzionale, dopo il primo via libera già arrivato dalla Cassazione, e con cui si capirà anche i piani di lavoro per una revisione della governance dell’Inps.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il
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