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Pensioni 2015 INPS donne e uomini: regole e requisiti. Calcolo età, contributi richiesti e valore assegno medio

Come cambiano i requisiti pensionistici e i valori delle pensioni finali in questo 2015: nessuna novità per età di uscita dal lavoro fino al 2016




Andare in pensione in questo nuovo anno 2015 non porterà alcun cambiamento per molti lavoratori. Anche quest’anno, infatti, come lo scorso 2014, per andare in pensione bisognerà maturare i 42 anni e sei mesi di contribuiti (41 anni e sei mesi per le donne) e raggiungere i 66 anni e tre mesi di età per tutti i lavoratori e le lavoratori dipendenti pubbliche e i lavoratori autonomi. Per le lavoratrici settore privato bisognerà raggiungere invece i 63 anni e 9 mesi e per autonome 64 anni e 9 mesi.

Coloro che al 31 dicembre 1995 hanno maturato i requisiti di anzianità contributiva, dal primo gennaio 2014 al 31 dicembre 2015 possono andare in pensione anticipata se hanno raggiunto le anzianità contributive di 42 anni e 6 mesi e di 41 anni e 6 mesi. I requisiti pensionistici cambieranno invece nel 2016 con il primo scatto previsto dalla riforma pensioni Fornero che farà salire l’età pensionabile portandola dai 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi; un ulteriore scatto si avrà poi nel 2019 di altri quattro mesi e così via ogni due anni, fino al 2021, almeno per il momento.

Cambiano, invece, da quest’anno i valori degli assegni pensionistici di uomini e donne, che saranno più magri e che potrebbero essere ridotti ulteriormente a causa della svalutazione dovuta all’andamento negativo del Pil italiano. Cambiano, invece, in positivo, i valori delle pensioni dei lavoratori che da questo mese di gennaio 2015 possono beneficiare della misura contenuta nella nuova Legge di Stabilità che cancella le penalizzazioni per coloro che, maturata l’anzianità contributiva, decidono di andare in pensione prima di aver raggiunto i 62 anni di età.

Se finora infatti la riforma pensioni prevedeva disincentivi in percentuale per ogni anno di anticipo per cui si decideva di lasciare il lavoro, da quest’anno (e fino al 31 dicembre 2017), coloro che vorranno andare in pensione prima non vedranno più decurtazioni sulle loro pensioni finali. A beneficiare in particolar modo di questa misura saranno i precoci.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il