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Riforma pubblica amministrazione 2015: oggi discussioni Parlamento Governo Renzi licenziamenti, stipendi, contratti riprendono

Torna in discussione da domani giovedì 8 gennaio la riforma della Pubblica Amministrazione del governo Renzi 2015: misure allo studio e novità possibili




Riprende da domani, giovedì 8 gennaio, la discussione sulle misure e novità della nuova Riforma della Pubblica Amministrazione del governo Renzi. E si tornerà parlare di prepensionamenti statali, novità e possibili modifiche per contratti e stipendi degli statali, nonché di modifiche a licenziamenti dei dipendenti pubblici, per cui scatteranno controlli più rigidi da parte dell’Inps. Sulla nuova riforma della P.A., il premier Renzi ha assicurato che le nuove misure punteranno a premiare i dipendenti più meritevoli e a penalizzare i ‘furbetti’, e ha spiegato che conterrà anche misure per la semplificazione, per la razionalizzazione delle forze dell'ordine, sulle partecipate, e sulla scommessa sul digitale.

Altro ambito importante è quello previdenziale: alcuni ritengono che con la nomina di Tito Boeri come nuovo presidente dell’Inps, qualcosa possa cambiare effettivamente e più in fretta anche se il premier Renzi ha smentito questa possibilità. Si tornerà pertanto a discutere di sistemi di uscita flessibile per tutti e prepensionamenti degli statali, anche per favorire turn over e staffetta generazionale, con l’auspicio che eventuali novità per gli statali possano essere estese poi anche ai privati.

Il nuovo decreto Madia prevede novità anche per quanto riguarda i licenziamenti e cambiano anche i criteri di assunzione, per cui sarà organizzato un solo concorsone, in seguito al quale i vincitori saranno assunti nelle varie amministrazioni e in cui saranno favoriti gli attuali precari. Resta poi da sciogliere il nodo dei licenziamenti collettivi economici, che saranno semplificati, e quello dei trasferimenti, secondo cui i dipendenti potranno essere trasferiti nel raggio di 50 chilometri e nel caso in cui un lavoratore in mobilità rifiuti il trasferimento ha diritto per due anni a ricevere l'80% del suo stipendio. Al termine dei due anni, poi, però, potrà essere licenziato.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il