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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: appuntamenti e incontri già previsti e organizzati più significativi

I prossimi appuntamenti del 2015 occasioni di discussione per il governo per nuovi interventi su riforma pensioni attuale: i piani




Si sta per chiudere il 2014 che ha deluso tutti coloro che attendevano di veder finalmente realizzate novità di modifica sull’attuale riforma pensioni ma che invece hanno visto pochissime modifiche, due soltanto, vale a dire tetto alle pensioni d’oro a partire dal 2015 e abolizione delle penalizzazioni per tutti coloro che vanno in pensione prima dei 62 anni di età fino al 2017. Per il resto, come le ultime notizie all’indomani dell’approvazione della Legge di Stabilità confermano, non è stata approvata alcuna modifica per piani di uscita anticipata né per quanto riguarda gli aumenti sulle pensioni minime e tutto è stato rimandato al prossimo.

Anno in cui, considerando la definizione ufficiale che si attende sulla nuova riforma della Scuola, la cosiddetta Buona Scuola, potrebbe essere anche l’anno giusto per chiudere la partita sui quota 96 della scuola, soprattutto in vista delle 150mila assunzioni previste. Si potrebbe iniziare con il presunto decreto sulla previdenza del governo Renzi che dovrebbe contenere non solo ipotesi di uscita anticipata ma anche interventi peggiorativi, come revisione delle pensioni di invalidità, reversibilità e integrative, nonché modifiche sulle baby pensioni.

Altro appuntamento è quello che il governo ha con la  Riforma della P.A., occasione in cui si tornerà certamente a parlare di prepensionamenti e staffetta generazionale, per un turn over tra lavoratori più anziani che vogliono magari in pensione prima e lavoratori più giovani in cerca di una occupazione e che potrebbero prendere i posti lasciati liberi dai più ‘anziani’.

Gli interventi in programma sono necessari, a detta dei più, per evitare si vada al voto su quel referendum abrogativo della legge Fornero lanciato dalla Lega che sta riscuotendo parecchio consenso che chiede la totale eliminazione delle norme in vigore attualmente per tornare alle vecchie, cosa che chiuderebbe subito anche i casi esodati e quota 96. Molto dipenderà dalle posizioni di Mef e ministro Padoan, da sempre e ancora contrari ad interventi sulle pensioni, ma anche dalla nomina del nuovo presidente della Repubblica.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il