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Tfr in busta paga 2015 chi può fare domanda, come e quando di averlo anticipato nel proprio stipendio

Come funziona l’erogazione del Tfr in busta paga per i dipendenti, chi può richiederlo e cosa cambia per le aziende? Le novità




Sarà tassato con aliquota Irpef ordinaria il Tfr in busta paga che sarà erogato ai dipendenti pubblici che lo richiederanno, su base volontaria, a partire dal prossimo mese di marzo. Potranno richiedere il Tfr tutti i dipendenti che hanno maturato un'anzianità di servizio di almeno 6 mesi presso un datore di lavoro privato mentre sono esclusi da questa possibilità i lavoratori domestici e quelli del settore agricolo. Se il lavoratore decide di ricevere il Tfr, la decisione sarà irrevocabile e vincolata per tre anni.

Per i lavoratori che non chiederanno la liquidazione mensile in busta paga del Tfr, continueranno a valere le vecchie regole, cioè il suo mantenimento in azienda fino alla cessazione del rapporto di lavoro. Per i datori di lavoro, la scelta dei dipendenti avrà conseguenze soprattutto per le aziende con meno di 50 addetti, che oggi accantonano il Tfr se il dipendente non lo devolve presso un fondo di previdenza complementare, visto che le aziende più grandi lo destinano comunque ad un fondo Inps.

Se il lavoratore decide di ricevere il Tfr in busta paga, l'impresa potrà scegliere se pagarlo direttamente o accedere ad un finanziamento assistito la garanzia rilasciata da un fondo specifico istituito presso l'Inps e a quella dello Stato.

In tal caso, il finanziamento sarà elargito da una banca aderente all'accordo tra ministeri e ABI (l'Associazione Bancaria Italiana) ad un tasso non superiore a quello di rivalutazione del Tfr. Per conseguire il prestito le aziende dovranno versare al fondo, tuttavia, un contributo mensile pari allo 0,2% della retribuzione imponibile a fini previdenziali del dipendente.

Il Tfr in busta paga sarà cumulato con il reddito del periodo d'imposta, tassato in modo ordinario, incidendo sulla determinazione delle detrazioni d'imposta, degli assegni familiari e dell'Isee, ma sarà escluso dal reddito complessivo per il bonus di 80 euro, che da quest’anno diventa strutturale, e non sarà soggetto a contribuzione previdenziale.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il