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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: nuove tasse ufficiali su pensioni approvate mentre nulla fatto per rivalutazione

Aumentano tasse su fondi pensione e casse previdenziali private: cosa cambia, incrementi stabiliti dalla nuova Legge di Stabilità e come funzionano




Cambiano le pensioni in questo 2015 ma non per quello che si aspettava: nessuna uscita anticipata per tutti, nessuna flessibilità, come richiesto da tutti, e nessun particolare intervento contenuto nella nuova Legge di Stabilità se non l’abolizione delle penalizzazioni per chi va in pensione prima dei 62 anni di età e il nuovo tetto alle pensioni d’oro. Ma ci saranno sicuramente interventi peggiorativi, che erano in realtà quelli che si temevano.

E’, infatti, rimasto aperto il problema della rivalutazione negativa delle pensioni che quest’anno, invece che aumentare, dovrebbero essere svalutate a causa dell’andamento negativo del Pil italiano. Il rischio si conosce ormai da mesi ma nella Legge di Stabilità non è stato presentato alcun provvedimento ed ecco che il rischio di questa svalutazione potrebbe a breve trasformarsi in realtà.

E con questa svalutazione ancora una volta saranno i pensionati a pagare il prezzo della crisi di Italia, pensionati che non vivono già certo in condizioni favorevoli, considerando che la maggior parte di loro, secondo gli ultimi dati, vive con meno di mille euro e circa due milioni con meno anche di 500 euro. E non solo gli assegni pensionistici caleranno: la Legge di Stabilità ha anche alzato le aliquote di tassazione su fondi pensione e Casse previdenziali private.

Per i primi l'aliquota di tassazione sale dall'11 al 20%, mentre per le Casse Professionali si passa dal 20 al 26%. La maggiore imposta sarà in parte restituita sotto forma di credito d'imposta a chi sostiene investimenti a medio e lungo termine nell’economia reale, sull'intero mercato europeo, per finanziare interventi mirati per esempio sul welfare. Secondo quanto previsto dalla nuova Legge di Stabilità, il credito d'imposta varrà solo l'anno successivo all'investimento infrastrutturale previsto e agirà in maniera diversa per fondi pensione e casse private.

Per le Casse, sarà riconosciuto come differenziale tra l'ammontare delle ritenute d'imposta sostitutive applicate nella misura del 26% sui redditi finanziari dichiarati e certificati e l'ammontare di tali ritenute e imposte sostitutive computate nella misura del 20%; mentre per i fondi pensione, sarà riconosciuto per un importo pari al 9% del risultato netto maturato assoggettato all'imposta sostitutiva. Per esempio, per un reddito di 100 e una ritenuta applicata di 26 per le casse e 20 per i fondi pensione, il credito d'imposta da portare in compensazione a decorrere dal primo gennaio 2016 è di 6 euro per le Casse e 9 euro per i fondi pensione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il