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Pensioni 2015 INPS anzianità e vecchiaia: calcolo età, contributi requisiti richiesti e assegno valore medio

Nessuna novità prevista per quest’anno per chi va in pensione: qualcosa cambia solo per i destinatari delle novità della Legge di Stabilità 22015. Chi sono




Nessuna novità prevista per quest’anno per chi va in pensione: non cambiano, infatti, i requisiti previsti dalla riforma pensioni Fornero che, per uomini e donne, fissa come soglia per l’uscita dal lavoro i 66 anni e tre mesi di età e i 42 anni e sei mesi di contributi (per le donne 41 anni e sei mesi), requisiti che saliranno nel 2016 quando si verificherà il primo scatto previsto dalla legge Fornero in base alla crescita dell’aspettativa di vita. Dal 2016, infatti, per andare in pensione bisognerà raggiungere i 66 anni e sette mesi, nel 2019 i requisiti pensionistici saliranno ancora fino ad arrivare a 67 anni e un mese e così via, aumenti di quattro mesi ogni due anni, fino al 2021, sempre se, nel frattempo, non interverranno novità a modificare l’attuale legge pensionistica.

La riforma Fornero prevede infatti adeguamenti dell’età pensionabile all’aspettativa di vita ed estende a tutti il calcolo della pensione con sistema unicamente contributivo. I primi cambiamenti inizieranno ad essere evidenti dal prossimo 2016, dunque, per quanto riguarda i criteri da raggiungere per lasciare il lavoro ma ciò che invece potrebbe già cambiare quest’anno sono le entità degli assegni pensionistici che, per effetto di una svalutazione dovuta all’andamento negativo del Pil, potrebbero ridursi.

Non solo, dunque, le pensioni non saranno rivalutate, ma subiranno anche cali che potrebbero far pesare, ancora una volta, sulle spalle dei pensionati il prezzo della crisi economica italiana. E questa misura potrebbe avere conseguenze decisamente negative se si considera che il valore della maggior parte delle pensioni italiane è già fin troppo basso, motivo per il quale tra le novità pronte a tornare in discussione ci sono proprio gli aumenti delle pensioni minime che Silvio Berlusconi, per esempio, vuole portare a mille euro.

Novità in vista anche per coloro che, avendo maturato l’anzianità contributiva, decidono di andare in pensione prima di aver compiuto i 62 anni di età. Questi lavoratori (soprattutto precoci) andranno in pensione prima senza essere più soggetti a quelle penalizzazioni oggi previste dalla riforma pensioni Fornero, calcolate in base all’anno di anticipo in cui si decideva di andare in pensione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il