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Charlie Hebdo, attentato terroristico in Francia: nuove leggi restrittive per Internet e Web in Italia come conseguenza

La strage a Charlie Hebdo avrà conseguenze anche in Italia. Il ministro dell'Interno Angelino Alfano annuncia una stretta: 'Abbiamo censito 53 foreign fighters'.




Quella di ieri al giornale satirico francese Charlie Hebdo è stata una carneficina: 12 morti e 11 feriti. Tutti loro sono stati colpevoli, secondo le logiche dei presunti killer terroristi Said Kouachi, 34 anni, Cherif Kouachi, 32 e Amid Mourad, 18, di aver realizzato e pubblicato vignette ironiche su Maometto. La notizia della strage ha fatto il giro del mondo e appena arrivata in Italia, il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha puntato l'indice anche contro Internet, annunciando "un'azione sui providers che possono aiutare a trovare i messaggi di radicalizzazione sul web".

Stando alle informazioni in suo possesso, "in Italia abbiamo censiti 53 foreign fighters: conosciamo la loro identità e sappiamo dove si trovano". Immaginabile, dunque, una stratta sulla Rete in tempi molti brevi. D'altronde è lo stesso web a fare da cassa di risonanza a ogni tipo di informazione.

Quindici minuti o poco più, prima dell'attacco, Charlie Hebdo aveva pubblicato su Twitter una vignetta su al-Baghdadi, leader Isis. Lo si vede predicare augurando: "La salute prima di tutto". Ma è la copertina dell'ultimo numero ad aver fatto discutere: c'è lo scrittore Michel Houellebecq in versione indovino, riferimento al suo romanzo Sottomissione in uscita ieri che prevede l'avvento al potere in Francia di un partito islamico. Premonitrice, però, una vignetta nello stesso numero in edicola a firma di Charb, direttore morto nell'attacco: "Ancora nessun attentato in Francia", si legge. E un talebano risponde: "Aspettate. Abbiamo tempo fino a fine gennaio per gli auguri".

La Rete si è mobilitata dopo l'assalto armato alla sede di Charlie Hebdo. Presto su Twitter l'hashtag #JeSuisCharlie (io sono Charlie)è stato rilanciato migliaia di volte, diventando trending topic in tutto il mondo, accompagnato da una immagine con lo sfondo nero e la scritta in bianco. È la stessa che campeggia sul sito del settimanale listato a lutto. La frase è servita per veicolare messaggi di cordoglio per le vittime e di difesa della libertà di parola contro ogni fanatismo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il