Tinder: guida, come funziona, trucchi e segreti per trovare ragazze e ragazzi applicazione iPhone, cellulari Android, Lumia Nokia

Ecco le modalità di funzionamento di Tinder, l'app che favorisce gli incontri fra le persone. Basta poco per entrare in contatto con nuove amicizie.

Tinder: guida, come funziona, trucchi e


Il servizio sul'app Tinder mandato in onda da Xlove, il programma di Italia 1 realizzato dallo staff delle Iene, ha fatto luce su una delle tendenze più frequenti: la ricerca di rapporti virtuali da trasformare in incontri reali. L'applicazione per iPhone e iPad e smartphone e tablet equipaggiati con sistema operativo Android o Windows Phone, permette di entrare in contatto con partner fino a un raggio di 160 chilometri di distanza. Registrazione e funzionamento sono molto semplici: basta utilizzare il proprio account Facebook, caricare qualche immagine personale e impostare i criteri di ricerca.

Il passaggio fondamentale è rappresentato dai matches ovvero lo scambio reciproco dell'interesse. Solo quando entrambe le persone faranno tap sul cuoricino raffigurato sul display ci sarà lo scambio delle informazioni personali. Da lì il passo all'incontro vero è breve.

Questa guida spiega passo dopo passo le modalità di funzionamento di Tinder, articolate in 5 passaggi: creazione del profilo (scaricare l'app, accedere utilizzando il proprio account di Facebook, aggiornare il profilo Facebook, scegliere delle buone immagini, modificare il profilo Tinder, salvare le modifiche), gestisci le impostazioni (identificare il sesso, definire la propria opzione di prossimità e il range di età preferito).

Quindi scorrere tra i propri contatti (scoprire il primo abbinamento potenziale, scegliere se mantenerlo o eliminarlo), connettersi con i propri abbinamenti (avviare la connessione, scrivere un primo incisivo messaggio), invitare i propri amici con un messaggio sullo smartphone, via posta elettronica o Twitter. Funziona? L'esperienza della Iena Cizco suggerisce una risposta affermativa, ma con alcune eccezioni per via di possibili derive che vanno al di là degli scopi per cui l'app è stata pensata.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il