Fondi di investimento: occorrono modifiche secondo la Commissione Ue

Semplificare la normativa sui fondi di investimento per garantire che i risparmiatori, quando scelgono di investire in un fondo, ricevano tutte le informazioni in materia di costi e rendimenti



Semplificare la normativa sui fondi di investimento per garantire che i risparmiatori, quando scelgono di investire in un fondo, ricevano tutte le informazioni in materia di costi e rendimenti e per consentire agli operatori del settore di ridurre i costi e cogliere i benefici della specializzazione all'interno del mercato unico. Questo l'obiettivo delle proposte presentate oggi dalla Commissione Europea in un Libro Bianco sui fondi d'investimento.

Secondo il commissario responsabile del mercato interno e dei servizi, Charlie McCreevy "le modifiche proposte permetteranno di sfruttare tali potenzialità, creando nella UE un mercato senza barriere per i fondi di investimento - sinonimo di costi inferiori e maggiori possibilità di scelta per gli investitori".

Le proposte prevedono il miglioramento della qualità e della pertinenza dei documenti informativi destinati all'investitore finale, una semplificazione della procedura di notificazione, l'istituzione di un quadro per le fusioni tra fondi a livello transfrontaliero, la definizione di norme per l'aggregazione di attivi (asset pooling), la possibilità per i gestori di gestire fondi domiciliati in un altro Stato membro e il rafforzamento della cooperazione in materia di vigilanza per monitorare e ridurre i rischi di abusi ai danni degli investitori nelle transazioni transfrontaliere. Il Libro bianco propone inoltre di riesaminare le opzioni per istituire un regime europeo di "collocamento privato" che consenta alle istituzioni finanziarie di offrire opportunità di investimento a investitori qualificati all'interno della UE.

La Commissione fa inoltre sapere che intende presentare tali proposte, in forma di modifiche della direttiva attuale, nell'autunno del 2007. Nel frattempo la Commissione valuterà se sia opportuno adottare modifiche analoghe per altre categorie di fondi, soprattutto quelli immobiliari, che attualmente non rientrano nel quadro normativo UE.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il