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Pensioni uomini, vecchiaia, donne riforma Governo Renzi: novità dichiarazioni Lega,Padoan, Gutgeld, Baretta, Damiano, Belpietro

Le proposte vecchie e nuove per modificare la riforma pensioni Fornero. A giorni il parere della Corte Costituzionale su referendum abrogativo della Lega




Equità la parola chiave che si ritrova in quelle nuove proposte di modifica alla riforma pensioni Fornero del nuovo presidente dell’Inps Tito Boeri, di Maurizio Belpietro, del consigliere economico di Renzi Gutgeld. Le novità pensioni che si susseguono fanno presagire che questo inizio 2015 sarà di nuovo all’insegna di un dibattito sulla questione previdenziale e le ultime notizie in merito riportano diversi interventi da parte di chi si sta rendendo protagonista di questo dibattito con proposte, vecchie  e nuove, volte a cambiare la legge Fornero. E gioca un ruolo importante in questa situazione il referendum di abrogazione totale della riforma pensioni Fornero proposto dalla Lega, per cui a giorni arriverà il parere della Corte Costituzionale.

Matteo Salvini e Massimiliano Fedriga continuano a ribadire la necessità di cancellare del tutto la legge Fornero oggi in vigore, per sostenere i pensionati e per risolvere finalmente, una volta per tutte, le questioni, diventate sociali, di quota 96 della scuola e degli esodati. D’altro canto, c’è invece chi, come il ministro dell’Economia Padoan continua a difendere la legge Fornero, che garantisce miliardi di euro di risparmi e che seppur rigida ben si adatta al momento storico che il nostro Paese sta affrontando, esattamente come quelle contingenze che hanno portato alla sua formulazione.

Anche il sottosegretario all’Economia Baretta difende l’impianto della riforma Fornero pur ammettendo la necessità di introdurre sistemi di uscita anticipata e flessibile per tutti. E dello stesso parere continua ad essere Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera, che da tempo punta sull’introduzione di un sistema di flessibilità, anche per risolvere il problema degli esodati.

Damiano ha proposto due piani di uscita anticipata: quello con quota 100 e la possibilità, quindi, di andare in pensione o a 60 anni di età e 40 anni di contributi versati, o a 61 anni e 39 di contributi, o a 62 anni e 38 di contributi, insomma purchè fra anzianità contributiva ed età anagrafica si raggiunga quota 100, appunto; e quello a 62 anni di età e 35 di contributi, con penalizzazioni dell’8% che si riducono man mano fino al raggiungimento dell’ età pensionabile di 66 anni. Tra le novità proposte, anche la possibilità per tutti di andare in pensione a 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica.

Punta invece su un modello di prestito pensionistico Yoram Gutgeld, secondo cui si potrebbe anticipare la pensione con un trattamento inferiore a quello che normalmente spetterebbe, al lavoratore, anticipando una spesa pensionistica, che verrebbe però recuperata quando il lavoratore raggiunge i requisiti pensionistici normalmente richiesti e a cui saranno applicate piccole trattenute sulle pensioni finali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il