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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: affermazioni e interventi Padoan, Boeri, Baretta, Fedriga Lega, Belpietro, Gutgeld

Ancora aperto il dibattito sulla riforma pensioni e tante le novità al vaglio del governo Renzi: la situazione attuale e proposte di cambiamento




Nessun freno a mano tirato sulla questione pensioni, anzi: appena iniziato il nuovo anno 2015 si è tornati già a parlare di possibili novità che potrebbero modificare la riforma pensioni Fornero, novità e modifiche sempre più importanti soprattutto per evitare che si arrivi al voto sul referendum abrogativo promosso dalla Lega che vuole abolire completamente la legge pensionistica in vigore, ma anche per rendere più ‘morbidi’ quei requisiti pensionistici resi dalla legge Fornero piuttosto rigidi ma, come spiegato da più fonti, a causa delle contingenze in cui è stata formulata.

Si tratta comunque di una riforma che, seppur tanti insistono per modificarla, nessuno ne vuole l’abolizione. A partire dallo stesso premier Renzi che sin dal suo incarico ha parlato di modifiche senza però stravolgimenti della struttura della riforma pensioni Fornero. E a confermare questa volontà di lavoro anche il sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta, che ha spiegato come la legge Fornero potrebbe essere utile, considerando la sostenibilità finanziaria che garantisce all’Italia, al pari, però, di interventi volti ad introdurre maggiore flessibilità pensionistica. E si tratta dello stesso obiettivo che si propone il nuovo presidente dell’Inps, Tito Boeri, ma anche il consigliere economico di Renzi Gutgeld.

Tito Boeri dovrebbe incontrare a breve il ministro dell’Economia Padoan, per niente favorevole ad interventi sulla riforma pensioni Fornero che ritiene l’unica capace di sostenere l’Italia in questo forte momento di difficoltà economica e per cui non sono maturi i tempi di intervento, e potrebbe rilanciare quelle che sono già state le sue proposte di modifica alle pensioni e che puntano essenzialmente su una modifica dei trattamenti d’oro e sull’ipotesi di introdurre un contributo d’equità, risultato della differenza tra pensioni percepite e contributi versati, di chi percepisce pensioni più elevate.

E mentre il capogruppo alla Camera Massimiliano Fedriga continua a puntare sull’abolizione della riforma delle pensioni Fornero per ridare un futuro a lavoratori e pensionati, secondo Yoram Gutgeld il problema delle pensioni dovrebbe essere proposto all'attenzione dell'Ue, con la possibilità di “Anticipare la pensione sia pure con un trattamento inferiore a molti oggi potrebbe andar bene”. Secondo Gutgeld, ricorrendo al sistema contributivo, se si decide di pensionare anticipatamente un lavoratore con un trattamento inferiore a quello che gli spetterebbe sto solo anticipando una spesa che recupererò dopo, con un rimborso a rate, non si aumenterebbe la spesa. Ma l’Ue, spiega, è un grande ostacolo da superare poiché guarda solo la spesa attuale e non i risultati a lungo termine.

Punta all’equità anche Maurizio Belpietro che critica fortemente l’aumento, nel 2015, di quattro mesi dei requisiti contributivi necessari per andare in pensione, e non molla sulle pensioni Cesare Damiano, che torna a rilanciare la necessità di chiudere il caso dei quota 96 della scuola e sulle sue proposte di uscita a quota 100 o a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni o incentivi a seconda che si decida di andare in pensione prima o dopo la soglia dei 66 anni oggi richiesta.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il