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Pensioni 2015 INPS calcolo età, contributi, requisiti attuali e con cambiamenti quota 100, prestito, Mini Pensione, contributivo

Requisiti pensionistici in vigore quest’anno per lasciare il lavoro e cosa cambierebbe con sistemi di usicta anticipata: differenze e novità




Per andare in pensione quest’anno lavoratori e lavoratrici dipendenti del settore pubblico e lavoratori autonomi e iscritti alla gestione separata devono raggiungere, come richiesto dalle norme della riforma pensioni Fornero, i 66 anni e tre mesi di età, le lavoratrici dipendenti settore privato 63 anni e 9 mesi, e le lavoratrici autonome e iscritte alla gestione separata 64 anni e 9 mesi. Ai requisiti richiesti per l’età anagrafica bisogna aggiungere quelli contributivi che prevedono la maturazione di 42 anni e sei mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e sei mesi per le donne.

Si tratta dei requisiti pensionistici che verrebbero modificati in maniera diversa se venisse approvato uno di quei sistemi di uscita anticipata per tutti di cui tanto si è discusso negli ultimi mesi. Stiamo parlando di prestito pensionistico o mini pensione, estensione del sistema contributivo per tutti, uscita a quota 100 o a 62 anni di età con 35 anni di contributi. In tutti questi casi cambierebbero tanto i requisiti anagrafici quanto quelli contributivi richiesti per il pensionamento e sempre a fronte di penalizzazioni richieste ai lavoratori che vogliono andare in pensione prima. Vediamo nel dettaglio cosa cambierebbe.

Il prestito pensionistico permetterebbe a lavoratore di lasciare il lavoro due o tre anni prima rispetto ai 66 oggi richiesti, ricevendo un anticipo sulla pensione finale di circa 700 euro che dovrebbero essere poi restituiti nel momento in cui si matura la pensione normale richiesta. Non si tratta, dunque, di mettere in campo risorse aggiuntive da parte né dello Stato né dell’Inps, visto che si tratta di un anticipo su quanto verrebbe comunque versato per la pensione finale.
 
L’uscita a 62 anni con 35 anni di contributi abbasserebbe invece tutti i requisiti oggi richiesti ma solo accettando penalizzazioni calcolate in base all’anno di anticipo in cui si decide di lasciare il lavoro rispetto ai 66 anni oggi stabiliti e che possono arrivare fino all’8%;anche la proposta di  uscita a Quota 100 abbassa i requisiti pensionistici per tutti e deriverebbe dalla somma di età anagrafica e anzianità contributiva, vale a dire si può andare in pensione a 60 di età con 40 anni di contributi o a 61 anni con 39 anni di contributi. E molto cambierebbe anche con l’approvazione del sistema contributivo che permetterebbe a uomini e donne, dipendenti e autonome, di andare in pensione prima, rispettivamente a 57 e 58 anni, con 35 anni di contributi purchè si accetti di calcolare la propria pensione finale solo con metodo contributivo e dunque percependo un assegno minore.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il