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Pensioni 2015: donne e uomini INPS. Calcolo e regole attuali e modifich Mini Pensione, prestito, quota 100, contributivo

Cosa cambierebbe per l’accesso alla pensione con approvazione piani di uscita anticipata e flessibile per tutti: differenze rispetto a requisiti 2014-2015




I requisiti pensionistici in vigore in questo 2015 non prevedono alcuna novità rispetto a quanto richiesto dalle norme della riforma pensioni Fornero per il 2014 e ciò significa che per andare in pensione lavoratori e lavoratrici dipendenti del settore pubblico e lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata dovranno raggiungere i 66 anni e tre mesi di età, le lavoratrici dipendenti settore privato dovrebbero invece raggiungere i 63 anni e 9 mesi, e le lavoratrici autonome 64 anni e 9 mesi, con 42 anni e sei mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e sei mesi per le donne.

Sono limiti di età e anzianità contributiva che cambierebbero se uno dei meccanismi di uscita anticipata tra prestito pensionistico, sistema contributivo per tutti, uscita a quota 100 o pensione anticipata a 62 anni di età con 35 anni di contributi. In particolare, ognuno di questi cambiamenti prevederebbe requisiti anagrafici e contributivi inferiori rispetto a quelli richiesti dalla legge Fornero ma solo in cambio di penalizzazioni.

Per andare, infatti, in pensione anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi bisognerebbe fare i conti con penalizzazioni calcolate in percentuale in base all’anno di anticipo in cui si decide di uscire dal lavoro rispetto ai 66 anni; per quanto riguarda l’uscita anticipata con prestito pensionistico, il lavoratore, su base volontaria, potrebbe decidere di lasciare il lavoro due o tre anni prima rispetto ai 66 anni stabiliti dall’attuale legge pensionistica, con un anticipo di circa 700 euro da restituire con piccole decurtazioni sulla pensione finale. Anche il piano di uscita a quota 100, proposto da Cesare Damiano, cambia i requisiti pensionistici, permettendo di andare in pensione a 60 di età con 40 anni di contributi o a 61 anni con 39 anni di contributi, insomma purchè dalla somma di età anagrafica e contributiva si ottenga 100.

E c’è poi l’ipotesi di estensione del sistema contributivo, che dovrebbe solo essere prorogato visto che è già in vigore sotto forma di opzione contributivo donna, e che, esteso a tutti, invece, dunque sia donne che uomini, permetterebbe di andare in pensione a 57 e a 58 anni, a seconda che si tratti di lavoratori dipendenti o autonomi, con 35 anni di contributi, accettando però di calcolare la propria pensione esclusivamente con sistema contributivo, appunto, e dunque accettando di avere un assegno minore.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il