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Bonus 80 euro 2015 stipendio, busta paga: calcolo aumento e differenze quest'anno. Cosa cambia, per chi, quando e come

La Legge di Stabilità 2015 rende strutturale il bonus di 80 euro a favore dei lavoratori dipendenti e assimilati sotto i 24mila euro di reddito che era stato istituito nel mese di maggio




Il nuovo anno, con l'approvazione della Legge di Stabilità 2015, ha reso strutturale il bonus di 80 euro al mese che era stato istituito a maggio dal governo Renzi in favore dei lavoratori dipendenti e assimilati con un reddito compreso tra gli 8.145 e i 24mila euro, al netto di abitazione principale e pertinenze ad essa collegate. Per coloro che invece hanno un reddito compreso nella forbice tra 24mila e 26mila euro, il bonus diminuirà invece progressivamente. La platea dei beneficiari è stimata intorno alle dieci milioni di unità. Il bonus sarà elargito anche per ogni figlio che sia nato o sia stato adottato tra il 2015 e il 2017, con riferimento stavolta non al reddito, bensì all'indicatore Isee.

Nella categoria dei lavoratori assimilati ai dipendenti rientrano coloro che lavorano come soci all'interno delle cooperative o percepiscono compensi elargiti da terzi per prestazioni svolte in relazione a questa funzione, oppure somme percepite sotto forma di borse di studio, premio, assegno o sussidio per l'addestramento professionale. Ai quali si aggiungeranno anche i redditi che derivino da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, pensioni integrative, stipendi dei sacerdoti e redditi derivanti da lavori socialmente utili.

Il bonus viene corrisposto in maniera automatica dai sostituti d’imposta, ovvero dai datori di lavoro, facendo riferimento ai dati sui redditi di cui dispongono. Le risorse da essi erogate saranno successivamente recuperate tramite una compensazione per mezzo del modello F24. Il recupero da parte delle amministrazioni statali e degli enti pubblici avverrà anche per mezzo della riduzione dei versamenti delle ritenute effettuate e, in caso di eccedenze, dei contributi previdenziali.

Ad essere esclusi, saranno quindi le cosiddette partite IVA e gli incapienti, ovvero tutti quei soggetti i quali hanno una imposta lorda relativa ai redditi percepiti da lavoro dipendente sotto gli 8mila euro. Una esclusione destinata a provocare nuove polemiche, soprattutto nel caso delle partite IVA, già penalizzate dalla nuova disciplina del regime dei minimi e dall'aumento dei contributi spettanti alla gestione separata, innalzati al 29,72%, due punti in più di quanto dovuto in precedenza. Lo stesso Matteo Renzi ha affermato da parte sua che nei prossimi mesi si cercherà di dare vita ad un provvedimento ad hoc in grado di sanare quella che suona come una ingiustizia, ma nel frattempo i lavoratori autonomi dovranno ingoiare il boccone indigesto della Legge di Stabilità 2015. Altra esclusione che sembra destinata a generare polemiche è quella relativa ai pensionati, i quali sono in pratica stati tagliati fuori a loro volta dal provvedimento dalla impossibilità di sfondare il tetto del 3% imposto dall'Unione Europea.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il