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Pensioni ultime notizie Governo Renzi: riforma pensioni pubbliche. Norme e leggi peggiorative richieste da Unione Europea

Si inaspriscono i requisiti pensionistici ma governo vuole intervenire con nuove modifiche. Ue punta a novità su pensioni private. Ma cosa può cambiare davvero?




Nonostante il 2015 si sia aperto con la prospettiva di rimettere mano alla riforma pensioni Fornero con novità che possano cambiare il sistema previdenziale italiano verso una maggiore flessibilità, le ultime notizie si concentrano soprattutto sul decreto del Mef, approvato dal governo Renzi, che prevede l’inasprimento dei requisiti di accesso alla stessa pensione anticipata 2015-2016, misura che potrebbe essere rivista dallo stesso governo insieme all’Inps del nuovo presidente Tito Boeri che ha dichiarato di voler cambiare le pensioni in maniera più equa e flessibile.

E mentre si cerca di rendere più flessibili le pensioni, anche per dare nuova spinta al mercato del lavoro in Italia, l’Ue rivolgendosi agli Stati Membri ha rimarcato la necessità di intervenire sulle pensioni private complementari piuttosto che alle tradizionali pensioni pubbliche. Ma sull’argomento è intervenuta la Confederazione dei sindacati europei (Ces) che, criticando la posizione dell’Ue sui tagli necessari alle pensioni a causa di una spesa troppo elevata, è critica e polemica anche su interventi sulle casse previdenziali private aziendali o professionali, ‘il cui scopo principale, ha fatto sapere, deve restare il miglioramento delle pensioni dei lavoratori’ e non è d’accordo sul puntare sempre più sulle pensioni complementari private piuttosto che sulle classiche pensioni pubbliche.

E il consigliere economico di Renzi Gutgeld rilancia sulla necessità di porre il problema delle pensioni all'Ue, ma con la possibilità di “Anticipare la pensione sia pure con un trattamento inferiore a molti oggi potrebbe andar bene”. Gutgeld punta, infatti, sulla possibilità di pensione anticipata per tutti con sistema contributivo, spiegando che se si manda in pensione prima un lavoratore, lo si potrebbe fare con un trattamento inferiore a quello che gli spetterebbe, anticipando una spesa che sarà recuperata dopo quando il lavoratore, una volta maturato gli effettivi requisiti pensionistici richiesti, restituirà il prestito ricevuto in anticipo attraverso trattenute mensili di qualche decina di euro.

Ma sarà un obiettivo difficile da raggiungere questo perché insieme regole pensionistiche più severe richieste dall’Ue, bisogna superare, in Italia, anche l’ostacolo del Mef, che da sempre è contrario a interventi sulle pensioni. Lo stesso ministro dell’Economia Padoan ha più volte ribadito come non sono previste nell’immediato futuro modifiche, tutelando la legge Fornero che deve rimanere così com’è per la sostenibilità economica capace di garantire all’Italia. La situazione appare dunque piuttosto confusa e contrastante ma i prossimi giorni, quelli del pronunciamento della Corte Costituzionale sul referendum abrogativo della Lega e dell’incontro tra il ministro Padoan e il presidente dell’Inps Boeri, potrebbero essere importanti per capire cosa realmente si potrà fare.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il