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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: Consulta oggi sentenza referendum cancellazione Legge Fornero. Ipotesi probabili

Nell’attesa del parere della Consulta su referendum abrogativo riforma pensioni Fornero, in discussione novità di modifiche: quali sono




Mercoledì 14 gennaio dovrebbe finalmente arrivare il via libera o meno della Corte Costituzionale al voto sul referendum di abrogazione della riforma pensioni Fornero lanciato dalla Lega, referendum che chiede la completa eliminazione della legge pensionistica oggi in vigore e il conseguente ritorno delle vecchie norme. Referendum che ha già incassato il primo via libera dalla Cassazione e che se è particolarmente sostenuto da alcuni sia tra forze politiche, come Sel e IdV sia tra forze sociali, Cgil in testa con la leader Susanna Camusso che si è detta pronta a votare subito sì se si dovesse arrivare davvero al voto, da altri è scongiurato.

E nell’attesa del parere del Consulta, il cui esito è ancora incerto, si potrebbe procedere alla presentazione di modifiche che portino a sospendere il cammino del referendum, esattamente come accaduto per le questioni di indulto e amnistia. E si sta discutendo di diverse possibilità di modifica, a partire da quei sistemi di uscita anticipata e flessibile per tutti, come prestito pensionistico, sistema contributivo, uscita a quota 100, uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, così come delle nuove proposte di uscita con 41 anni di contributi per tutti, indipendentemente da limiti di età anagrafica, e di staffetta generazione.

Si tratta, in ogni caso, di possibilità che oltre a garantire l’uscita anticipata per quei lavoratori che hanno difficoltà a raggiungere i requisiti pensionistici richiesti, permetterebbero anche di liberare posti di lavoro, il che significherebbe dare anche una spinta positiva al mercato del lavoro. E tra ultime novità un’ennesima apertura del ministro del Lavoro Poletti a rivedere la questione dell’innalzamento dell'età pensionabile in base alla tipologia di lavoro.

Alcuni deputati hanno infatti presentato un’interrogazione parlamentare che invita a rivedere i criteri di crescita dei requisiti pensionistici in base all’adeguamento dell'aspettativa di vita, che dal primo gennaio2016 porterà i requisiti previdenziali di tutti a crescere di 4 mesi senza considerare le diverse aspettative di vita dei lavoratori. Per esempio, secondo coloro che hanno presentato l’interrogazione, un operaio ha una aspettativa di vita più breve rispetto a quella di un professionista, e bidonerebbe pertanto distinguere le tipologie di lavoro, i lavori usuranti e anche rivedere anche quali lavori in realtà determinano una vita più breve.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il