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Pensioni 2015: anzianità e vecchiaia. Calcolo INPS, esempi, singoli casi requisiti, età, contributi necessari

Non cambiano per quest’anno i requisiti per andare in pensione ma novità a partire dal primo gennaio 2016: anni di età e contributivi necessari




Il 2015 si è aperto al’insegna di una nuova discussione sulla riforma pensioni Fornero e, mentre si attende il parere della corte Costituzionale sul referendum abrogativo della legge pensionistica attuale indetto dalla Lega, mentre si aspetta l’incontro tra il ministro dell’Economia Padoan e il nuovo presidente Insp, mentre si studia come superare l’ostacolo Ue, tra le novità, al momento certe, sulle pensioni, spicca l’aumento dei requisiti pensionistici per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita. Si tratta tuttavia di un innalzamento che sin da ora sta iniziando a creare fermento ma che scatterà a partire dal primo gennaio 2016.

Fino ad allora, vale a dire per andare in pensione quest’anno, non cambierà nulla rispetto al 2016. E ciò significa che dipendenti statali e privati dovranno raggiungere i 66 anni e tre mesi di età e 42 anni e sei mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e sei mesi per le donne; le donne dipendenti del settore privato 63 anni e 9 mesi, e le lavoratrici autonome e parasubordinate 64 anni e 9 mesi per le donne lavoratrici autonome e parasubordinate. Si tratta di requisiti pensionistici che cambiano però per altri comparti particolari e, per esempio, basteranno 49 anni e tre mesi per le donne e 53 anni e tre mesi per gli uomini di professione sportivi professionisti.

Passando ai dipendenti del comparto difesa e sicurezza, potranno andare in pensione con 40 anni e tre mesi di contributi indipendentemente dall'età anagrafica o con 57 anni e tre mesi di età e 35 anni di contributi; mentre per attori, conduttori, lavoratori della musica e della moda, direttori d’orchestra bisognerà raggiungere i 60 e tre mesi di età per le donne e 64 anni e tre mesi per gli uomini.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il