Imu terreni agricoli 2015: cambiamenti calcolo, esenzioni, detrazioni, cambio regole e ulteriore proroga. Novità questa settimana

Continua a tenere banco la questione del pagamento dell'Imu sui terreni agricoli. Cinque giorni prima della scadenza dei termini è attesa la pronuncia del Tar.

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Si resta in attesa della pronuncia di merito del Tar Lazio sul decreto del governo che ha fissato il pagamento dell'Imu sui terreni agricoli entro il 26 gennaio 2015. Stando alle disposizioni previste, il limite di altitudine sotto il quale fare pagare l'Imu sui terreni agricoli è di 600 metri. Sono rimasti fuori i comuni della provincia autonoma di Bolzano; i terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, dei comuni ubicati a un'altitudine tra 281 e 600 metri; i terreni concessi in comodato o in affitto a coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali; i terreni a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inuspicabile.

In sede di sospensiva i giudici amministrativi hanno però ravvisato un "eccezionale e grave pregiudizio per l'assoluta incertezza dei criteri applicativi" accogliendo il ricorso presentato dall'Anci di Abruzzo, Liguria, Umbria e Veneto. Ecco allora che il governo è al lavoro per la revisione dei criteri. A tal proposito i Comuni montani hanno incontrato a Roma il ministro degli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta e il viceministro alle Politiche Agricole Andrea Olivero. Secondo i calcoli di Coldiretti Emilia Romagna, l'Imu sui terreni agricoli sarà pagata in 86 dei 180 comuni.

Ma soprattutto, ragiona l'associazione dei coltivatori diretti, resta in piedi il problema dei tempi stretti concessi ai contribuenti per il versamento dell'imposta. Il rischio, a suo dire, è di una fuga di imprenditori agricoli dalle montagne, dove negli ultimi 20 anni "hanno chiuso i battenti 36 mila aziende (–56%). Un ulteriore spopolamento metterebbe a rischio la montagna, dove gli imprenditori agricoli sono le sentinelle del territorio e costituiscono un presidio per prevenire il dissesto idrogeologico".

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di Chiara Compagnucci pubblicato il