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Anticipo Tfr 2015 in busta paga, stipendio: chi può fare domanda INPS, tassazione, come funziona e quando si può fare

TFR anticipato 2015: è passata la norma proposta dal Governo che permette al lavoratore di richiedere la liquidazione del tfr maturato, però applicando la tassazione ordinaria e non quella separata.




Una delle novità della Legge di Stabilità è l'approvazione della norma che prevede la possibilità da parte del lavoratore di richiedere l'anticipazione della liquidazione del trattamento di fine rapporto maturato. Attenzione però: chi desidera presentare istanza per questo beneficio deve valutare un aspetto fondamentale riguardante la tassazione della somma ricevuta. Di fatti chi richiede il tfr anticipato 2015 riceverà una somma soggetta alla tassazione ordinaria e non avrà diritto a quella separata. Ciò significa che la somma spettante verrà erosa da una tassazione più elevata rispetto a quanto accadrebbe se si ricevesse il tfr alla fine della propria attività lavorativa.

La normativa al momento è ancora in via di sviluppo, tanto che la possibilità di accedere al beneficio probabilmente entrerà in vigore intorno alla metà del 2015, ma avrà retroattività a partire dal primo gennaio dello stesso anno. Di fatti è necessario attendere il decreto attuativo e l'accordo con l'ABI (associazione bancaria italiana) che finanzierà la spesa che le aziende dovranno sostenere per erogare il tfr anticipato 2015. La misura sperimentale è al momento attivata fino al giugno del 2018.

Il lavoratore, come requisito minimo e indispensabile, deve avere maturato almeno otto anni di servizio presso la stessa azienda. Inoltre non potrà essere erogato più del 70% della somma effettivamente maturata fino al giorno della richiesta e le aziende non potranno presentare domande di tfr anticipato 2015 per più del 10% della forza lavoro avente titolo e tale numero non deve superare il 4% del totale dei dipendenti. Si è calcolato che un lavoratore con uno stipendio di circa 1400 euro potranno beneficiare di un aumento in busta paga di circa 100 euro al mese, ma la somma è assolutamente indicativa poiché varia in base agli anni di anzianità di servizio e quindi al trattamento di fine rapporto effettivamente maturato fino al momento della richiesta dell'anticipo. Come anticipato, la somma versata sarà soggetta a tassazione ordinaria.

La procedura consiste nella richiesta da parte dell'azienda ad un istituto bancario di anticipare la somma da versare al lavoratore. La somma sarà restituita a fine rapporto di lavoro secondo la stessa remunerazione garantita al tfr in azienda (1.5% + 0.75% del tasso di inflazione), in modo da non creare aggravi per le imprese. Le banche saranno tutelate da un fondo Inps qualora le aziende fossero insolventi. Le aziende potranno recarsi presso gli istituti di credito solo dopo aver ricevuto una certificazione Inps del diritto alla prestazione.

La richiesta del tfr anticipato 2015 tende certamente a penalizzare i redditi più alti, poichè la tassazione percentualmente più elevata erode maggiormente le grandi somme. Le imprese non avranno aggravi, ma dovranno comunque rispettare dei requisiti per poter ottenere la certificazione Inps.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il