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Pensioni: referendum abolizione Legge Fornero della Lega. Decisione rinviata della Consulta, non oggi. Requisiti modificabili

Se il voto sul referendum sarà sì la riforma pensioni Fornero sarebbe cancellata e si passerebbe alle vecchie norme: atteso parere Corte Costituzionale




AGGIORNAMENTO: La Consulta ha deciso, oggi merocledì 14 Gennaio, di rinviare la sentenza e il verdetto sull'ammissibilità del referendum per l'abolizione e la cancellazione della Legge Fornero promosso dalla Lega.
La Lega stessa ha chiesto in rinvio per avere il tempo di predisporre una memoria difensiva in risposta a quella del Governo.
E i giudici hanno deciso il rinvio al 20 gennaio 2015 del verdetto alle ore 20,30. Nell'articolo sotto, ecco, cosa potrebbe cambiare se il referendum venisse approvato.

Mancano solo due giorni al 14 gennaio, giorno in cui la Corte Costituzionale si pronuncerà sull’ammissibilità o meno, del referendum che vuole cancellare del tutto la riforma pensioni Fornero promosso dalla Lega. Si tratta di un parere che tutti attendono con grande ansia, sia coloro che auspicano una immediata abolizione delle norme attuale e il ripristino delle vecchie, sia coloro che invece non vogliono assolutamente si arrivi ad una eliminazioni delle attuali norme previdenziali. In ogni caso si tratterà di una decisione importante e che potrebbe cambiare tanto nel mondo della previdenza italiana. Ma vediamo cosa cambierebbe se il voto della Consulta, dopo il primo della Cassazione, fosse positivo.

Innanzitutto, se anche la Corte Costuzionale dà il via libera al referendum, la prossima primavera gli italiani sarebbero chiamati ad esprimere il proprio voto sul futuro della riforma pensioni targata Fornero, con la possibilità di poterla mantenere, e dunque mantenere invariati i criteri di requisiti pensionistici oggi fissati e che nel tempo cresceranno adeguandosi al crescere dell’aspettativa di vita Istat; o di abolirla, e quindi risolvere subito anche i casi esodati e quota 96 della scuola. Anche se abolire del tutto la legge Fornero significherebbe cancellare anche quegli 80 miliardi di euro che questa riforma garantisce e che all0Italia farebbero comodo in questo momento.

Intanto, per ora, non sono previste novità pensionistiche rispetto ai requisiti per lasciare il lavoro richiesti nel 2014, per cui lavoratori e lavoratrici dipendenti del settore pubblico e lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata per andare in pensione dovranno raggiungere i 66 anni e tre mesi di età, le lavoratrici dipendenti settore privato i 63 anni e 9 mesi, e le lavoratrici autonome 64 anni e 9 mesi, con 42 anni e sei mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e sei mesi per le donne. Si tratta di requisiti che, se dovesse rimanere in vigore la legge Fornero, aumenterebbero solo dal primo gennaio 2015, quando l’età passerà dai 66 anni e tre mesi ai 66 anni e sette crescendo di quattro mesi.

Se passasse il referendum e si tornasse alle vecchi enorme, per la pensione di vecchiaia si tornerebbe ad andare in pensione a 61 anni e tre mesi con 35 anni di contributi o a 40 anni di contributi indipendentemente dall'età anagrafica, mentre per la pensione di vecchiaia, si andrebbe di nuovo in pensione a 65 anni e tre mesi e a 60 anni e 6 mesi per le donne del settore privato.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il