GazProm: un gigante dell'energia rispetto ai nani europei incapaci di competere

L’accordo con Eni ha sollevato i sospetti di Alessandro Ortis, commissario dell’autorità per l’energia, e del suo omologo europeo Andris Piebalgs, ma non ha incuriosito l’Antitrust di Antonio Catricalà



Gazprom continua a dividere l’Europa. L’accordo con Eni ha sollevato i sospetti di Alessandro Ortis, commissario dell’autorità per l’energia, e del suo omologo europeo Andris Piebalgs, ma non ha incuriosito l’Antitrust di Antonio Catricalà.

Adesso sarebbe lecito attendersi che l’Europa inizi a discutere di una politica energetica comune. Già in passato richiami in tal senso sono venuti da diversi rappresentanti anche del Governo italiano, ma è probabile che si prosegua in questo immobilismo continentale interessato e miope.

Intanto Gazprom fa affari d’oro e sembra l’unica davvero capace di giocare su scala europea senza difficoltà. In pochi giorni Gazprom ha firmato un accordo “storico” con Eni, è entrata in società con la portoghese Galp, ha ricevuto l’interessamento a progetti comuni da parte della scandinava Statoil e ha fatto trapelare la notizia di prossimi accordi copn Gdf che potrebberio avere dimensioni simili a quelli siglati con l’Italia, visto che Gdf (il ramo gas di Edf) si rifornisce al 20% dai russi.

Anche sul fronte interno il gigante del gas ha fatto dei cambiamenti importanti alleandosi con la Lukoil per fare delle acquisizioni nel paese di Putin e ha anche cambiato i vertici sostituendo il suo direttore generale Alexandre Riazanov con un ex Kgb di nome Valery Golubev.

Il monopolista russo sembra tanto coinvolto nella strategia geopolitica del Cremlino che nei giorni scorsi si era pure diffusa l’idea di un posto di lavoro per Putin al vertice della compagnia, magari dopo una maxifusione con l’altro gigante russo del settore Rosneft. Rumors difficili da commentare, ma che questa gigante sia molto più veloce di noi europei è lapalissiano. Riuscirà questa Europa divisa e contrastata a mettere sul piatto il potere di quei quasi 300 miliardi di metri cubi di gas importati ogni anno che la rendono il mercato più importante del mondo?

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il