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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: annunci e dichiarazioni positive seppur concretamente inizio anno è stato negativo

Il 2015 non si apre in maniera positiva per le pensioni ma si preannunciano buone notizie per interventi futuri sulla riforma pensioni Fornero




Dopo un anno quasi di annunci e promesse, non sono state approvate quelle novità sperate per modificare la riforma pensioni Fornero e, a parte la cancellazione delle penalizzazioni per chi va in pensione prima dei 62 anni, norma contenuta nella nuova Legge di Stabilità, nulla è cambiato e tutte le ipotesi che riguardavano le possibilità di uscita anticipata e flessibile per tutti sono state accantonate e rimandate. Quanti speravano, dunque, di iniziare il 2015 all’insegna delle novità positive sulle pensioni sono stati delusi ed anzi ci si ritrova a fare i conti solo elementi negativi e addirittura peggiorativi.

Innanzitutto è ancora aperta la questione dei quota 96 della scuola, arrivata nelle mani della Corte Costituzionale e dei tribunali di competenza, soprattutto dopo quanto accaduto a Salerno, dove il tribunale ha riconosciuto il pensionamento immediato a 42 docenti che avevano già presentato ricorso, visto il ritardo del governo su soluzioni in merito. E delusi per l’ennesima volta dal nulla di fatto nella Legge di Stabilità 2015, ora i docenti e lavoratori della scuola in attesa di congedo, visto che hanno maturato i loro requisiti pensionistici oltre due anni fa, chiedono immediate risposte al governo.

Resta ancora aperto il caso esodati, per cui si attende ancora quella tanto annunciata soluzione strutturale da parte del ministro del Lavoro Poletti, che sembra essere caduta nel dimenticatoio. Ma le sorprese negative non finiscono qui, visto che è stato anche tagliato il fondo per il pensionamento dei lavoratori usuranti. E’ stato, infatti, ridotto di 150 milioni il fondo destinato al pensionamento anticipato dei lavoratori usuranti. Inizialmente il fondo era di 383 milioni di euro che avrebbero dovuto finanziare il pagamento delle pensioni anticipate degli usuranti, ma dal 2015 il fondo per i lavoratori in questione scende a 233 milioni.

A questo si aggiunge il fatto che resta ancora aperto il problema della rivalutazione negativa delle pensioni, che quest’anno potrebbero essere svalutate invece che, seppur lievemente, aumentate; aumentano, al contempo, le tasse sulle pensioni, dalle aliquote Inps a fondi pensione e Casse previdenziali private dei professionisti, e a queste situazioni negative si aggiunge l’aumento di quattro mesi dell’età pensionabile che scatterà a causa dell’adeguamento alla speranza di vita Ista, cui la riforma pensioni Fornero aggancia i suoi requisiti pensionistici.

Il quadro delineato dà certamente l’idea di interventi e situazioni solo negative sulle pensioni, eppure le ultime notizie parlano di prospettive di cambiamento decisamente positive. Sono diversi gli esponenti politici, dal ministro del Lavoro Poletti, al nuovo presidente dell’Inps Boeri, al sottosegretario Baretta, a Cesare Damiano e allo stesso premier Renzi, che sostengono una ripresa del dibattito previdenziale a breve in cui dovrebbero essere messi a punto quei sistemi di uscita anticipata tanto richiesti da tutti, ma anche eventuali aumenti per gli assegni minimi, che probabilmente potrebbero arrivare anche più tardi, in base alle risorse economiche disponibili, ma di cui si tornerà comunque a parlare. E in ballo ci sono poi revisione e modifiche di baby pensioni e pensioni integrative ma anche di pensioni di invalidità e reversibilità.

Si tratta di interventi che mirano a recuperare, innanzitutto, risorse che oggi vanno a finire nelle tasche dei più furbetti, per sostenere una più equa redistribuzione delle risorse che potrebbero servire o a garantire maggiore flessibilità in uscita o a risolvere situazioni difficili, come quella degli esodati. Ma saranno risorse che verrebbero comunque impiegate nella previdenza.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il