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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità, Ministro Poletti conferma per l'ennesima volta cambiamenti

Come cambiano i requisiti pensionistici previsti dalla riforma pensioni Fornero a partire dal 2016 e nuove richieste Pd: la nuova apertura del ministro Poletti




Alla vigilia di una giornata, come quella di domani, mercoledì 14 gennaio, che potrebbe essere decisiva per capire come il governo Renzi intende comportarsi sulla riforma pensioni, è sempre più aperto il dibattito pensionistico che si arricchisce di una novità: la nuova apertura del ministro del Lavoro Poletti alla richiesta di alcuni esponenti del Pd di rivedere i criteri da seguire per l’innalzamento dei requisiti pensionistici previsti dalla legge Fornero. Ma facciamo un passo indietro.

Finora si è sempre discusso di piani di uscita anticipata e flessibile per tutti, tanto auspicati ma ancora in attesa di essere messi in pratica. E stiamo parlando di prestito pensionistico, uscita a quota 100, sistema contributivo per tutti, e pensione anticipata a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni. Tra le ultime novità anche la possibilità per tutti di andare in pensione con 41 anni di contributi senza alcun limite di età anagrafica. Si tratta di modifiche richieste per rendere meno rigidi i requisiti imposti dalla legge Fornero per andare in pensione.

Requisiti che, secondo l’impostazione della legge in vigore, continueranno ad aumentare per effetto della crescita dell’aspettativa di vita Istat, ogni due anni. Ciò significa che dal primo gennaio 2016 non si andrà più in pensione a 66 anni e tre mesi ma a 66 anni e sette mesi e così via, ogni due anni i requisiti pensionistici subiranno un incremento di 4 quattro mesi. Ed è proprio in virtù di questo incremento che esponenti del Pd hanno presentato una nuova interrogazione parlamentare in cui hanno espresso perplessità su tale regole e chiesto modifiche.

Secondo quanto chiesto, bisognerebbe adeguare l’aumento dei requisiti pensionistici in base alle categorie dei lavoratori e considerando, per esempio, che un operaio ha un’aspettativa di vita diversa da quella di un dipendente pubblico o di un insegnante. E il ministro Poletti si è detto disponibile a tali revisioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il