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Iscrizioni Scuola 2015 primaria, secondaria gratis sito web Miur da oggi. Chi deve pagare contributi scolastici volontari

Al via dal 15 gennaio iscrizioni scolastiche online per l’anno 2015-2016. Come funzionano. Richiesto contributo volontario alle famiglie. Ed è polemica




Da giovedì  15 gennaio (e fino al 15 febbraio) al via le iscrizioni online per le famiglie che devono iscrivere i propri figli alle prime classi delle scuole primarie, secondarie e ai corsi di istruzione e formazione professionale presso i Centri di formazione professionali regionali. Per farlo, bisogna innanzitutto registrarsi tramite sito del Miur, www.iscrizioni.istruzione.it, e seguire la procedura indicata. Per la registrazione sul sito del Miur, bisogna compilare un modulo in cui riportare i dati nei campi richiesti, dal codice fiscale ad un indirizzo email valido dove saranno inviate tutte le comunicazioni ufficiali. Dopo di che, completata tale compilazione, si riceverà appunto una email con le credenziali per accedere all’iscrizione vera e propria e il link del Miur per la conferma dell’iscrizione stessa.

Ma, come spesso accade nel nostro Paese, per ogni cosa buona, visto che la procedura online, per chi ha dimestichezza con l’uso del Pc, facilita e accelera chi deve iscrivere i propri figli a scuola, ha sempre una controparte negativa. In questo caso è il contributo volontario richiesto ad ogni famiglia. Si tratta di un contributo, appunto, necessario per il miglioramento dell’offerta formativa e della qualità del servizio offerti dalle istituzioni scolastiche.

Precisiamo che il contributo non è obbligatorio per legge ma può essere versato solo e soltanto su base volontaria anche se molte scuole hanno definito la richiesta ‘pienamente legittima’. Intanto, il ministro dell’Istruzione Giannini ha fatto sapere che dal Miur stanno per arrivare 50 milioni di euro aggiuntivi per le spese di funzionamento di quest’anno. Oggi il fondo è di 110 milioni, che salirà dunque a 160 in modo da evitare la richiesta del contributo alle famiglie.

E le associazioni dei consumatori sono già sul piede di guerra: secondo Adiconsum, la richiesta del contributo alle famiglie non può essere una vessazione né una tassa extra da pagare. Per Pietro Giordano, Presidente nazionale di Adiconsum, “Il contributo scolastico  rientra nelle erogazioni liberali, cioè volontarie. È inammissibile che i contributi scolastici vengano annoverati come tasse o contributi obbligatori, e di conseguenza sono inammissibili le richieste avanzate in questi anni dalle scuole del pagamento di somme dai 150 ai 300 euro a figlio a seconda dell’istituto scolastico. Ciò è inammissibile, soprattutto alla luce delle gravi difficoltà in cui versano migliaia di famiglie alle prese con la perdita di lavoro, della cassa integrazione o della messa in mobilità del capofamiglia”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il