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Pensioni: referendum cancellazione Legge Fornero rinviato. Previsioni sul verdetto nelle prossima seduta Consulta

Quale la possibile decisione della Consulta sul referendum della Lega? Le novità eventuali per la riforma pensioni Fornero e situazione




AGGIORNAMENTO: La Consula ha deciso, come ben ormai, sapete di rinviare la decisione al 20 gennaio 2015 sull'ammissbilità del referendum promosso dalla Lega sull'abolizione e cancellazione della Legge Fornero attuale sulle pensioni. Rimangono, comunque, valide le ipotesi che formulavano nell'articolo sottostante avvolarate anche dal fatto che tutti gli altri temi su cui la Consulta doveva decidere ha reso pubblico un verdetto, mentre sulla previdena, ha accettato di aspettare ulteriori rilevazioni e motivazioni da parte della Lega stessa.

Si riunisce oggi, mercoledì 14 gennaio 2015, alle 9:30 la Camera di Consiglio su cui sono puntati gli occhi. Al termine della riunione, infatti, la Corte Costituzionale deciderà il futuro della riforma pensioni Fornero, dando parere positivo o meno sulla legittimità di voto sul referendum abrogativo della legge richiesto dalla Lega di Matteo Salvini. Il verdetto sembra ancora piuttosto incerto ma dopo il primo sì arrivato già dalla Cassazione è probabile che anche la Consulta si esprima positivamente anche se sono tanti coloro che scongiurano tale esito.

Mandare gli italiani al voto, presumibilmente la prossima primavera come annunciato, significa rischiare che l’attuale riforma pensioni venga cancellata e alla luce delle novità e ultime notizie generali rese note, si tratterebbe di una decisione da evitare, considerando che, come spiegato sia dal ministro dell’Economia Padoan che da altre voci autorevoli, si tratta dell’unica legge italiana capace al momento di garantire quella sostenibilità finanziaria di cui l’Italia stessa ha bisogno. Cosa fare, dunque, per evitare che venga cancellata?

La strada per la formulazione di una riforma pensioni Renzi è ancora da intraprendere perché, nonostante ipotesi, proposte e annunci, manca la messa in atto di una delle idee finora annunciate, a partire da quei sistemi di uscita anticipata per tutti, come sistema contributivo, uscita a quota 100, prestito pensionistico o mini pensione, pensione anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, tanto discusse ma ancora ben lontano dall’essere approvate.

Si tratterebbe di meccanismi che soddisferebbero le richieste di quanti vogliono una maggiore flessibilità in uscita, il che significherebbe riuscire a cambiare la legge pensionistica attuale, modificandola per quei lavoratori che chiedono vengano resi meno rigidi i requisiti di oggi per andare in pensione, ma a fronte di penalizzazioni, senza però stravolgere completamente la struttura della riforma Fornero, e continuando dunque a poter contare su quegli 80 miliardi di euro di risparmi che la stessa legge assicura fino al 2021. Ma bisognerà attendere il termine della giornata di oggi per capire come ci si muoverà sulle pensioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il