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Imu terreni agricoli e non 2015: interventi associazioni, partiti, sindaci, Ministeri su modifiche regole, calcolo, proroga

Si avvicina la scadenza del pagamento Imu sui terreni agricoli ma mancano ancora norme chiare: le richieste di associazioni e forze politiche




Dopo le polemiche sulla decisione di estendere il pagamento Imu anche ai terreni agricoli che ne sono sempre stati esenti, è caos sulle modalità di pagamento della tassa, sui tempi e su chi dovrà effettivamente pagarla. L’Imu sui terreni agricoli avrebbe dovuto essere pagata, esattamente come per tutti gli altri immobili, lo scorso 16 dicembre ma considerando il poco tempo a disposizione per il calcolo da quando è stata comunicata la novità, il pagamento è stato prorogato al 26 gennaio 2015, ma il governo sta ancora lavorando alla definizione di nuovi parametri per individuare chi deve pagare. La scadenza si avvicina nuovamente e in tanti chiedono ancora chiarezza.

Le regole al momento definite dal decreto di dicembre prevedono il pagamento per tutti i terreni situati in Comuni che si trovano al di sotto dei 281 metri di altitudine, per quelli situati tra i 281 e i 600 metri di altitudini sono previste esenzioni parziali, mentre gli unici terreni che continueranno a non pagare totalmente l’Imu sono i terreni che si trovano in Comuni situati ad un’altitudine superiore ai 600 metri. Continuano a farsi sentire sindaci, associazioni e forse politiche e sociali che chiedono modifiche.

Per Coldiretti Ravenna, se non cambieranno le norme, entro il 26 gennaio l’Imu agricola sarà applicata in ben 86 dei 180 Comuni che fino ad oggi in Emilia Romagna erano stati esentati perché in zona montana. Massimiliano Pederzoli, presidente Coldiretti Ravenna, spiega “A far scattare il pagamento non sarebbe più la posizione dei terreni aziendali in montagna, ma l’altitudine in cui si trova il palazzo comunale: se è al di sotto dei 280 metri sul livello del mare, anche se il terreno è sopra i 500 metri, il titolare è chiamato a pagare, norma che Coldiretti ha più volte considerato esecrabile in quanto determina una inspiegabile disparità di trattamento tra campi confinanti appartenenti addirittura allo stesso proprietario, ma ricadenti all’interno di Comuni con i centri amministrativi su altitudini diverse”.

Per questo Coldiretti Ravenna giudica positivamente l’ipotesi del Governo di modificare la norma, riportando il parametro dei pagamenti alla classificazione dell’Istat dei comuni ‘montani’ o ‘parzialmente montani’. In questi ultimi, coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali verrebbero esentati dall’Imu come avveniva in precedenza.

Anche il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, sostiene “La necessità e l’urgenza di una revisione strutturale dei criteri di esenzione ai fini Imu dei terreni agricoli, che tenga conto di parametri certificati in ordine alle caratteristiche e peculiarità dei terreni e dei territori comunali”, parlando di un trattamento specifico agevolato per i terreni posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali. Anche secondo il Consiglio nazionale dei commercialisti serve maggiore chiarezza per “Dare una sistemazione definitiva alla disciplina dell’Imu relativa ai terreni agricoli montani e collinari, ridefinendo al più presto i criteri di esenzione dal tributo per scongiurare l’ennesimo tour de force fiscale che danneggerebbe cittadini e professionisti”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il