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Pensioni vecchiaia, donne, uomini riforma Governo Renzi: novità cambiamenti peggiorativi concreti finora seppur annunci positivi

Solo interventi negativi sulle pensioni finora eppure si sono susseguiti per mesi annunci positivi: cosa sta succedendo e cosa è cambiato




Tra meccanismi di uscita anticipata e per tutti, staffetta generazionale, revisione di baby pensioni e pensioni integrative e aumenti delle pensioni minimi, si sono susseguiti negli ultimi mesi annunci di interventi positivi sulla riforma pensioni Fornero che per attendono ancora di essere messi in atto, mentre le novità e le ultime notizie riportano solo interventi negativi. Nulla di quello finora auspicato è stato, infatti, realizzato se non, come contenuto nella Legge di stabilità 2015, la cancellazione delle penalizzazioni per chi decide di andare in pensione prima di aver compiuto i 62 anni di età.

E così ci si ritrova fare i contro solo con novità negative, a partire dal problema irrisolto della rivalutazione negativa delle pensioni, che a causa dell’andamento negativo del Pil, potrebbe portare ad una svalutazione degli assegni pensionistici, ai casi ancora aperti di esodati e quota 96 della scuola.

Per loro nessuna soluzione strutturale come annunciato dal ministro del Lavoro Polettti, né soluzioni che permettessero l’effettivo pensionamento a quanti hanno già maturato i requisiti di accesso alla pensione ma, a causa di un errore della riforma Fornero, sono ancora a lavoro. E tra altre brutte sorprese, il taglio del fondo per il pensionamento dei lavoratori usuranti, che è stato ridotto di 150 milioni, portato dunque dai 383 milioni di euro iniziali a 233 milioni.

Ad aggravare la situazione, l’aumento delle tasse, a partire dalle aliquote di tassazione dei fondi pensione, salite dall’11 al 20%, a quelle delle Casse previdenziali private dei professionisti, nonchè l’aumento dell’età pensionabile di ulteriori quattro mesi che porterà dunque l’età per andare in pensione a salire dagli attuali 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi, come stabilito dalla riforma pensioni Fornero, che adegua l’aumento dei requisiti pensionistici all’aspettativa di vista Istat.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il