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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: referendum Lega abolizione Legge Fornero, unico quesito rimandato da Consulta

Corte Costituzionale rimanda voto su referendum Lega per abolizione riforma pensioni Fornero ma si pronuncia su quello della geografia giudiziaria




Nessuna novità rispetto a quanto sperato sulla riforma pensioni Fornero entrerà in vigore da quest’anno, nessuna novità nemmeno per quanto riguarda il verdetto della Corte Costituzionale che ieri, 14 gennaio, avrebbe dovuto pronunciarsi sull’ammissibilità del referendum promosso dalla Lega che chiede la cancellazione totale della riforma Fornero.

La decisione è stata prorogata al prossimo 20 gennaio ma la discussione sulla possibili modifiche per una riforma pensioni Renzi è più che mai aperta, tra forze politiche e sociali, e all’interno del mondo politico stesso, tra idee e opinioni contrastanti, tra chi difende la legge pensionistica attuale e chi, piuttosto che abolirla del tutto, ritiene sia meglio intervenire solo con qualche cambiamento in qualche sua parte. Nessuno stravolgimento, dunque, come già mesi fa aveva auspicato il premier Renzi, ma modifiche orientate verso una maggiore flessibilità e, come vuole il nuovo presidente dell’Inps, Tito Boeri, verso una maggiore equità per una migliore redistribuzione delle risorse nella previdenza.

Tante le ipotesi in ballo per intervenire, dai piani di uscita anticipata, tra i quali i più probabili ormai sono quelli di uscita a quota 100 (somma di età anagrafica e contributiva) e prestito pensionistico, che permetterebbe ai lavoratori di andare in pensione prima ma senza intervenire su età e contributi, semplicemente attraverso un anticipo sulla pensione finale che comunque verrebbe erogata; a revisioni di pensioni integrative, baby pensioni e pensioni di invalidità e reversibilità.

Ma mentre resta aperta la discussione sulle pensioni e la Corte Costituzionale ha rimandato il voto sul referendum della Lega, si è invece espressa su altri quesiti referendari, dichiarando inammissibili i tre quesiti proposti da Basilicata, Puglia, Sicilia, Abruzzo e Campania per l’abrogazione delle norme che hanno disposto la revisione della geografia giudiziaria.

In particolare, il primo quesito chiedeva l’abrogazione della soppressione di 30 tribunali ordinari, delle corrispondenti procure, e di 220 sezioni staccate di tribunali ordinari; il secondo, l’abrogazione delle disposizioni relative solo al taglio dei 30 tribunali e corrispondenti procure, e non le sezioni staccate; il terzo, infine, chiedeva anche l’abrogazione della mancata previsione nell’ordinamento giudiziario dei circondari dei tribunali soppressi. Ma nessuno ha avuto il via libera.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il