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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: si studia sistemi più equi con contributi più bassi e stipendi più alti o viceversa

Stipendi mensili più alti e contributi minori o contributi elevati per pensioni più alte: cosa sarebbe meglio fare per un sistema giusto ed equilibrato?




Diverse le novità e ultime notizie che riguardano la riforma pensioni Fornero, nessuna però fra quelle sperate che prevedono una maggiore flessibilità in uscita per tutti. Anzi. Sembra che le novità si concentrino soprattutto su aspetti negativi, dalla rivalutazione negativa delle pensioni quest’anno, all’aumento delle tasse su fondi pensioni e Casse previdenziali professionali, ai casi ancora aperti di quota 96 della scuola ed esodati, ma non solo. Al vaglio del governo una nuova questione, molto importante, che riguarda la scelta se preferire stipendi più alti oppure più bassi per avere una pensione più alta dopo, ma che in realtà a molti non basta.

Ciò significa che forse bisognerebbe rivedere l'intero sistema pensionistico. In Italia, il costo dei contributi è in media del 37% dello stipendio lordo, il 29% lo paga l'azienda, mentre l'8% il lavoratore. In Germania, invece, il costo è decisamente inferiore e la distribuzione dei costi tra lavoratore e azienda è molto più paritetica. E’ vero, dunque, che le pensioni pubbliche italiane sono tra le più ricche d’Europa, ma è anche vero che la busta paga dei lavoratori è decisamente più magra, questo, per lo meno, quanto emerge da uno studio degli analisti Deloitte.

L’analisi di Deloitte ha messo a confronto le pensioni di tre generi di lavoratori, dirigente, operaio e autonomo, con la stessa carriera in Italia, Germania, Spagna e Regno Unito, che hanno iniziato a lavorare dopo il primo gennaio 1996, anno da cui vale il sistema pensionistico contributivo. Considerando il caso di un dirigente nato nel 1974 che ha iniziato a lavorare nel 1999, a 25 anni, dopo l'università, in una grande multinazionale in Italia e, nel 2014, dopo 15 anni, ha un contratto a tempo indeterminato e uno stipendio da 100 mila euro lordi l'anno, dopo 45 anni di contributi, stimando  una crescita media e progressiva dello stipendio fino a 153.998 euro, nel 2044 dovrebbe ricevere in Italia una pensione annua lorda di circa 115 mila euro, più di tre volte rispetto a quanto prenderebbe a parità di carriera in Germania (31.614 euro), e più di quanto prenderebbe anche in Spagna (50.948 euro).

Si tratta di un esempio di pensione decisamente elevata che, però, in Italia ci si paga con i propri contributi che sono contemporaneamente alti; mentre, per esempio, in Germania la contribuzione è più bassa a vantaggio di stipendi mensili più alti e lo stesso avviene in Spagna. Ci si chiede, dunque, quale sia la strada migliore, se assicurare uno stipendio medio alto durante la vita lavorativa o una pensione adeguata a mantenere uno stile di vita più che dignitoso una volta lasciata l’attività lavorativa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il