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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità candidati Presidente della Repubblica e loro idee su previdenza

I nomi papabili alla successione di Giorgio Napolitano e possibili influenze su modifiche riforma pensioni Fornero: quali le novità dell’ultima ora?




Dopo le dimissioni di Giorgio Napolitano ci si chiede chi sarà il prossimo Presidente della Repubblica. Diversi finora i nomi resi noti di coloro che potrebbero diventare Capo dello Stato, da Walter Veltroni, a Romani Prodi, Mario Draghi, attuale presidente della Bce, all'ex ministro della Giustizia del Governo Monti, Paola Severino, ad Anna Finocchiaro, Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, a Pietro Grasso, presidente del Senato, a Giuliano Amato, all’attuale ministro dell’Economia Padoan.

Ognuno di loro potrebbe avere peso influente sulle questioni cui sta lavorando il governo Renzi, a partire di eventuali novità da applicare alla riforma pensioni Fornero, a cui si sta lavorando da tanto, troppo tempo, senza però alcun esito positivo al momento. E le ultime notizie non sono certo confortanti, visto che continua la discussione su eventuali possibili modifiche ma non si arriva ancora ad un nulla di fatto, tra piani di uscita anticipata, come uscita a quota 100, prestito pensionistico o mini pensione, sistema contributivo per tutti, pensione anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, aumenti delle pensioni minime, e revisione di baby pensione e pensioni integrative, nonchè soluzioni per il problema della rivalutazione negativa delle pensioni e del caso dei quota 96 della scuola.

Facendo delle ipotesi, se dovessero essere eletti personalità come Romano Prodi, che è stato presidente della Commissione Europea, e Mario Draghi, presidente della Bce, difficilmente ci sarebbero i margini per intervenire sulla legge pensionistica attuale visto che i due nomi papabili sono in quell’ambiente europeo che non vuole si tocchi la legge Fornero, perché capace di sostenere l’economia di Italia.

Nessun intervento nemmeno se venisse eletto l’attuale ministro dell’Economia Padoan, da sempre contrario ad interventi sulla riforma pensioni per lo stesso motivo spiegato dall’Ue. Diverso sarebbe invece lo scenario se fosse eletto Giuliano Amato, che ha aperto alle modifiche per una riforma pensioni che andrebbe cambiata in qualche sua parte.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il