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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: nuove indicazioni Katainen e Ue per riforme possono valere per cambiamenti

Novità previdenziali in Italia rilancerebbero insieme alle pensioni anche economica ed occupazione: situazione e prospettive




Dopo le ultime novità arrivate dall’Ue, oggi il vicepresidente della Commissione Ue Katainen ha parlato di Jobs Act come una buona riforma che “aiuterà le assunzioni ed è più equo rispetto ai giovani” e ha parlato di tutte le riforme del governo italiano come “giuste e importanti e aumenteranno la competitività. In Europa abbiano tutti disperatamente bisogno di crescita economica. Il motore sono gli investimenti e tutti i paesi soffrono di una carenza di investimenti. Per questo la Commissione Ue ha deciso di dare massima priorità" al rilancio degli investimenti”.

E questa positività dovrebbe toccare, per l’Italia, anche le auspicate modifiche alla riforma pensioni attuale che andrebbe, come dimostrano le ultime notizie, cambiata a non stravolta, in modo da continuare a garantire quella sostenibilità economica che garantisce al Paese con i suoi 80 miliardi di euro fino al 2021, ma ‘ammorbidendola’ nei requisiti. E per farlo bisognerebbe approvare uno di quei sistemi di uscita anticipata per tutti ormai ben noti, come uscita a quota 100, o prestito pensionistico, o uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, o con sistema contributivo per tutti.

E il rilancio delle novità pensioni, in questo senso, permetterebbe di aumentare l’occupazione diminuendo la disoccupazione giovanile, creando, grazie ai prepensionamenti dei lavoratori più anziani, nuovi posti di lavoro per i più giovani; e di aumentare consumi, e di conseguenza contribuire al rilancio dell’economia, con aumenti degli assegni minimi.

Ma le modifiche potrebbero riguardare, come già annunciato da Renzi insieme ai suoi consiglieri economici, revisioni delle pensioni integrative, delle baby pensioni e delle pensioni di invalidità e reversibilità. Intanto, dagli ultimi dati Centro studi di Confindustria emerge come il numero di occupati più anziani (tra i 55 e i 64 anni) sia aumentato mentre diminuiva quello dei più giovani (25-34enni), il primo è cresciuto di 1,1 milioni e il secondo è sceso di 1,6 milioni, un aumento del 8,9%, tra il 2007 e il 2013. Tra il 2007 e il 2012, inoltre, i pensionati oltre i 60 anni che lavorano sono aumentati di 556mila unità.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il