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Imu terreni agricoli e non 2015: Governo Renzi e Consiglio Ministri domani.Proposte con sindaci Comuni, Anci, Coldiretti, politici

Il destino del pagamento dell'Imu sui terreni agricoli passera dal Consiglio dei ministri di martedì e dalla decisione del Tar del Lazio di mercoledì.




Ancora pochi giorni e sarà sciolto il nodo del pagamento dell'Imu sui terreni agricoli. Come al solito si tratta di una corsa contro il tempo. La data del 26 gennaio 2015, inizialmente individuata dal governo come ultimo giorno per effettuare il versamento, è stata sospesa dal Tar del Lazio in attesa della pronuncia di merito attesa il 21 gennaio. Ma prima di quel giorno e per giocare d'anticipo, il Consiglio dei ministri cercherà il 20 gennaio di trovare una soluzione alternativa ovvero rivedrà i criteri e la tempistica sull'imposta.

Nel recente incontro fra i sindaci dei comuni montani e gli esponenti del governo sono venuti alla luce le posizioni differenti, con i primi che chiedono la cancellazione o almeno la proroga della data prevista per il pagamento, anche perché il 26 gennaio risulta troppo ravvicinato per dare ai Comuni, ai CAF, ai consulenti, ai cittadini e agli agricoltori la possibilità di assolvere agli adempimenti richiesti. Secondo l'Anci, che ha proposto il ricorso al Tar, c'è una sola strada percorribile: abbandonare l'idea di applicare l'Imu sui terreni montani relativa al 2014.

Netto il rifiuto della Coldiretti. Per dirla con le parole del direttore di Coldiretti Siena Francesco Sossi, l'introduzione dell'imposta "rischia di accelerare il processo di spopolamento di alcune zone del territorio e di mettere ancora di più in crisi i bilanci delle imprese agricole".

Per come è stata immaginata nella sua versione originaria, l'imposta sui terreni agricoli è dovuta dagli intestatari di terreni al di sotto di 600 metri, ma con alcune particolarità. Nulla è richiesto ai comuni della provincia autonoma di Bolzano che ha istituito l'Imposta municipale immobiliare, ai coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, dei comuni ubicati a un'altitudine tra 281 e 600 metri, ai coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali che hanno un terreno in comodato o in affitto, ai possessori di terreni a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inuspicabile.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il