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Pensioni donne, vecchiaia, uomini Governo Renzi: riforma, novità con spunti importanti in Italia e all'estero questa setttimana

Cambiare la riforma pensioni Fornero sembra obiettivo prioritario per molti ma tanti ostacoli da superare: la situazione a inizio 2015




Posizione Ue, tecnici del Tesoro, ministro dell’Economia Padoan, forze politiche a favore del referendum abrogativo della Lega: sono diversi gli ostacoli da superare per intervenire sulla riforma pensioni Fornero e garantire l’approvazione di quelle novità che servirebbero a rendere il sistema pensionistico attuale meno rigido rispetto al presente, a rilanciare occupazione ed economia, a rendere la spesa pensionistica di oggi meno elevata di quanto non sia stata definita. La situazione, come confermano le ultime notizie, è ancora piuttosto confusa e controversa, ma di certo si sa che entro quest’anno bisognerà agire se non si vuole andare incontro alla completa cancellazione della legge Fornero.

E sarebbe, del resto, un errore cancellarla, perché farebbe venire meno gli 80 miliardi di euro di risparmi assicurati senza un piano alternativo che riuscisse a garantire la sostenibilità economica d’Italia che oggi si poggia proprio sulla legge pensionistica attuale. Si potrebbe, infatti, tornare ai vecchi requisiti previdenziali e chiudere i casi esodati e quota 96 della scuola tornando alle vecchie regole, ma bisognerebbe al contempo studiare un piano alternativo. Cosa che al momento non è nemmeno nell’immaginario. Si pensa solo a conquistare i consensi dell’opinione pubblica, senza considerare le conseguenze cui si potrebbe andare incontro.

E’ vero, infatti, che la riforma Fornero è molto rigida e ha penalizzato diverse categorie di lavoratori, ma è anche vero che è stata l’unica legge nata in contingenze economiche e sociali particolari ad essere considerata positiva sul lungo periodo. Ora, però, per evitare che venga meno è bene lavorare a interventi che sappiano soddisfare da una parte le richieste di quanti vogliono cambiarla ma non stravolgerla, in modo da mantenere in piedi quell’impianto capace di sostenere l’economia italiana rendendolo, però, ‘più morbido’. E come fare?

Innanzitutto partendo dallo studio e approvazione di quello che potrebbe essere il miglior sistema di uscita anticipata per tutti, tra uscita a quota 100, prestito pensionistico, uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, e sistema contributivo per tutti. Al momento la possibilità più realizzabile sarebbe quella del prestito pensionistico che, pur permettendo il pensionamento anticipato, non modificherebbe età e contributi, ma si parla anche si possibilità di uscita a quota 100.

Probabilmente si tornerà a discutere ancora di questi sistemi fino alla scelta definitiva, ma non solo. Perché al vaglio del governo vi sarebbero anche modifiche per pensioni integrative, di reversibilità, di invalidità e baby pensioni. E si starebbe studiando la possibilità di reperire da nuove risorse magari per garantire, finalmente, quell’aumento delle pensioni minime, che era stato annunciato dal premier Renzi la scorsa estate ma che non è mai arrivato. Così come non è arrivata ancora quella soluzione strutturale annunciata dal ministro del Lavoro Poletti per chiudere il caso esodati.

E’ stato, però, proprio il ministro Poletti, qualche giorno fa, ad aprire a possibili modifiche dell’aumento dei requisiti pensionistici Fornero, che dovrebbero aumentare di quattro mesi per tutti a partire dal primo gennaio 2016 per effetto dell’aumento dell’aspettativa di vita Istat. Alcuni parlamenti del Pd hanno presentato una nuova interrogazione per chiedere al governo di rivedere la norma, distinguendo in base alle categorie dei lavoratori, considerando che, per esempio, l’aspettativa di vita di un operaio è certamente diversa da quella di un insegnante.

Atteso, nel frattempo, per il 20 gennaio il verdetto della Corte Costituzionale sull’ammissibilità del referendum proposto dalla Lega per l’abrogazione della riforma pensioni Fornero. Dopo il primo sì della Cassazione, se anche il parere della Consulta fosse positivo, la prossima primavera gli italiani saranno chiamati ad esprimesi sulla legge pensionistica oggi in vigore.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il