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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: affermazioni e interventi Calderoli, Damiano, Messina, Poletti, Ue

Nuove dichiarazioni e posizioni di forze politiche e sociali su modifiche alla riforma pensioni Fornero: novità e prospettive future




La decisione della Corte Costituzionale sull’ammissibilità del referendum promosso dalla Lega che chiede l’abrogazione totale della riforma pensioni Fornero è stata rimandata al prossimo 20 gennaio e le novità e ultime notizie della settimana riportano ancora nuove dichiarazioni da parte di forze politiche e sociali, a favore o contro il voto che porterebbe alla cancellazione dell’attuale legge pensionistica. C’è, infatti, che come la Lega che ha indetto il referendum vuole cancellarla e chi la difende, perché unica legge capace di garantire all’Italia sostenibilità in termini economici. Ma le posizioni sono controverse.

Secondo il segretario nazionale IdV, Ignazio Messina, si può abrogare la riforma Fornero e creare nuovi posti di lavoro sottoponendo al governo la proposta di legge che IdV ha depositato nei mesi scorsi che propone le migliori soluzioni adottate nei paesi europei. Messina spiega che “La flessibilità in uscita dal lavoro verso la pensione è l’asse principale della nostra proposta per rimettere in moto le assunzioni. Le risorse necessarie sono da noi ben individuate sia nel tetto alle pensioni d’oro che ad una patrimoniale che colpisca quel 10% di grandi ricchi che detengono il 50% della ricchezza del paese”.

Chiede la cancellazione della legge Fornero anche Roberto Calderoli, vice presidente del Senato, che in risposta a quanti auspicano un voto negativo da parte della Consulta, ha risposto “Alcuni corvi si alzano già in volo da sinistra, gracchiando all'indirizzo della Corte Costituzionale che si dovrà esprimere. Tra questi Tiziano Treu dice che ci sono ragionevoli motivi per dichiararlo inammissibile, ma io dico che ci sono oltre 500mila motivi per ritenere inammissibile l'ipotetico furto di democrazia che lui si augura. Sono fiducioso nella ragionevolezza della Corte”.

Difende la riforma pensioni Fornero anche l’Ue, pur avendo aperto a maggiori possibilità di movimento da parte dei Paesi in difficoltà nella definizione delle proprie riforme strutturali volte a garantire ripresa economica, mentre rilancia su interventi di modifica necessari Cesare Damiano, secondo cui, a prescindere dal risultato del referendum, bisogna comunque rivedere il sistema previdenziale, per correggere misure della riforma Fornero che hanno penalizzato i lavoratori.

Anche secondo il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti,  governo e Parlamento devono rivedere le norme della riforma Fornero, introducendo elementi di maggiore flessibilità in uscita per tutti, dando la possibilità di andare in pensione tra i 62 e i 70 anni, misura che permetterebbe di dar vita al turn over per una nuova spinta al mercato del lavoro.

Apre ad una revisione delle norme Fornero il ministro del Lavoro Poletti che ha parlato di un possibile impegno da parte del governo nella revisione di quei requisiti pensionistici destinati ad aumentare dal primo gennaio 2016 per tutti. In risposta ad alcuni parlamentari del Pd che hanno chiesto di modificare questa misura distinguendo le categorie di lavorati, Poletti si è detto disponibile a farlo. La richiesta nasce dal fatto che dal prossimo 2016, per l’adeguamento all’aspettativa di vista Istat, l’età pensionabile dovrebbe passare per tutti da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi. Ma secondo gli esponenti del Pd è necessario fare una distinzione a seconda delle categorie di lavoratori che svolgono attività più o meno pesanti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il