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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: tra indicazioni Italia ed estero negative e positive situazione questa settimana

E’ sempre più confusa la situazione pensioni: dopo proroga voto Consulta su referendum Lega, novità Lega e proposte di modifiche, cosa cambierà davvero?




L’Ue continua a difendere la riforma pensioni Fornero, aprendo però a nuove possibilità per i Paesi in difficoltà, allentando i propri vincoli, soprattutto in vista di riforme strutturali che possano portare la condizioni di alcuni Paesi, come l’Italia stessa, a crescere e risanare la propria economia. E rilanciare le pensioni nel Belpaese sarebbe già una bella novità che avrebbe il duplice vantaggio di rilanciare occupazione ma anche l’economica in generale. Come e perché: il motivo è semplice. Permettendo, finalmente, quei sistemi di uscita anticipata per tutti che modificherebbero i requisiti imposti dalla riforma pensioni Fornero, i lavoratori più anziani avrebbero la possibilità di andare in pensione prima, lasciando così liberi posti di lavoro che verrebbero occupati da nuova giovani oggi disoccupati.

E questo meccanismo permetterebbe una spinta all’occupazione. Aumentando poi il valore degli assegni minimi, o rivedendo, come annunciato dallo stesso premier Renzi in accordo con i suoi consiglieri economici, baby pensioni, pensioni integrative, di invalidità e reversibilità, ma anche pensando, come proposto da tanti, all’introduzione di un contributo di solidarietà sulle pensioni cosiddette d’oro, si darebbe ai pensionati una maggiore possibilità di spesa che si tradurrebbe in maggiori consumi e dunque nuova spinta all’economia, nonché una maggiore equità nella distribuzione delle risorse che verrebbero comunque impiegate nella previdenza, ma per tutti.

Nonostante le prospettive positive, finora, in realtà, nulla di quanto di buono annunciato è stato messo in pratica. Tutt’altro: il 2015 si è aperto per le pensioni con interventi peggiorativi, a partire dall’aumento delle tasse che hanno colpito fondi pensione e casse private previdenziali, per arrivare al problema irrisolto della rivalutazione negativa delle pensioni, al taglio di ben 150milioni di euro del fondo destinato al prepensionamento dei lavoratori usuranti, alle promesse rimaste tali per gli aumenti delle pensioni più basse.

Tutto è ancora in alto mare, nonostante le modifiche per una maggiore flessibilità in uscita siano richieste da tutti e necessarie ormai, nonostante la resistenza di Tesoro e ministro dell’Economia Padoan che non vogliono assolutamente che si intervenga sulla riforma pensioni Fornero, unica legge al momento che riesce a garantire all’Italia la sostenibilità economica di cui ha bisogno in questo momento di forte crisi finanziaria. Molto del futuro della riforma pensioni dipenderà anche dall’elezione del prossimo Presidente della Repubblica: tra i nomi papabili alcuni, come lo stesso Padoan, ma anche Romano Prodi o Mario Draghi, che scoraggiano la possibilità di intervento sulle pensioni, personaggi europei di spicco, di quella Ue che continua a difendere la legge Fornero.

E mentre è aperto più che mai il dibattito previdenziale, il ministro del Lavoro Poletti torna a farsi sentire, aprendo alla possibilità di modifiche per quel meccanismo imposto dalla riforma pensioni Fornero che, per effetto all’adeguamento dell’aspettativa di vita Istat, prevede un aumento di quattro mesi, a partire dal primo gennaio 2016, dei requisiti pensionistici. Secondo alcuni esponenti del Pd questa norma andrebbe rivista quanto meno per tutelare quelle categorie di lavoratori, come usuranti e precoci, che non riescono a raggiungere l’età pensionabile in base alla crescita per l’aspettativa di vita. E’ chiaramente diversa l’aspettativa di vita di un operaio rispetto a quella di un insegnante, per esempio.

E intanto, è stata rimandata al prossimo 20 gennaio la decisione della Corte Costituzionale sulla legittimità del referendum abrogativo della Lega che vuole la totale cancellazione della riforma pensioni Fornero, referendum sostenuto da diverse forze politiche e sociali, come Sel e Cisl, ma contro cui altri si oppongono per difendere quegli 80 miliardi di euro di risparmi che la legge pensionistica attuale assicura fino al 2021.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il