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Pensioni anzianità, precoci, donne riforma Governo renzi: novità affermazioni Poletti, Calderolai, Messina, Ue, Damiano, Proietti

Le posizioni aggiornate di forze politiche e sociali su modifiche riforma pensioni Fornero e referendum della Lega: la situazione attuale




“Il governo Renzi e il Parlamento devono urgentemente riaprire il capitolo previdenza”: questa la posizione del segretario confederale della Uil Proietti, dopo la decisione della Corte Costituzionale di rinviare al prossimo 20 gennaio il verdetto sul referendum promosso dalla Lega per l’abrogazione della riforma pensioni Fornero. Le novità e ultime notizie riferiscono di un dibattito ancora decisamente troppo aperto sulla questione. Secondo Proietti, la legge Fornero andrebbe cambiata con modifiche indirizzate verso una maggiore  flessibilità pensionistica, introducendo magari la possibilità di andare in pensione tra i 62 e i 70 anni, novità che creerebbe turn over nel mercato del lavoro.

Anche il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, ritiene che la legge Fornero debba essere corretta, ma senza arrivare al voto per il referendum della Lega. Secondo la Furlan, il Parlamento potrebbe correggere gli errori contenuti della riforma pensioni attuale, salvaguardando i lavoratori. Ed anche Cesare Damiano, che rilancia da sempre sulle possibilità di uscita anticipata per tutti come uscita a quota 100 o a 62 anni di età e 35 anni di contributi e penalizzazioni, sostiene che indipendentemente dal voto sul referendum, la necessità resta quella di cambiare un sistema pensionistico come quello attuale che pur garantendo come detto da molti sostenibilità economica penalizza comunque i lavoratori.

Apertura a possibili modifiche anche da parte del segretario nazionale IdV Messina: anche lui punta su una maggiore flessibilità in uscita dal lavoro anche per far ripartire le assunzioni e “Le risorse necessarie sono da noi ben individuate sia nel tetto alle pensioni d’oro che ad una patrimoniale che colpisca quel 10% di grandi ricchi che detengono il 50% della ricchezza del paese”. Nessuna modifica ma totale abolizione della riforma pensioni Fornero è, invece, ciò che chiede il vice presidente del Senato Calderoli, positivo e fiducioso nel prossimo verdetto della Consulta.

Pronto, invece, a rivedere le novità sui requisiti pensionistici imposti dalla legge Fornero, il ministro del Lavoro Poletti che, in risposta ad una nuova interrogazione parlamentare presentata da alcuni esponenti  del Pd che hanno chiesto di modificare l’aumento dei requisiti a seconda delle categorie di lavorati, ha detto di essere disponibile a revisioni in tal senso. Ma per intervenire sulle pensioni bisogna comunque superare ancora gli ostacoli di Mef e Ue, nonostante le ultime notizie che sembrano aprire a maggiori possibilità di intervento in tal senso per far quadrare i conti pubblici.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il