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Imu terreni agricoli e non 2015: cancellazione totale, ulteriore proroga ed esenzioni singoli decisi in due prossimi incontri

Si entra nel vivo della questione del pagamento dell'Imu sui terreni agricoli. Fra martedì e mercoledì della prossima settimana tutti i nodi saranno sciolti.




Sono due le date da segnare sul calendario per sapere se l'Imu sui terreni agricoli andrà pagata entro il 26 gennaio 2015. La prima è quella di martedì 20 gennaio: il Consiglio dei ministri si riunisce per valutare se e come modificare l'imposta. Il nodo è come sempre quello economico: in caso di revisione parziale o di cancellazione, andranno trovate coperture alternative. La data della riunione non è casuale: il giorno dopo si riunisce il Tar del Lazio, chiamato a pronunciarsi nel merito del ricorso proposto dall'Anci di Abruzzo, Liguria, Umbria e Veneto. In sede di sospensiva ha "congelato" il decreto.

A tal proposto l'altezza entro la quale pagare l'imposta è di 600 metri. Sono stati esentati i terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, dei comuni tra 281 e 600 metri, i terreni concessi in comodato o in affitto a coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali e quelli a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inuspicabile.

Per quanto riguarda le modalità di calcolo, la somma da versare deriva dall'applicazione dell'ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, rivalutato del 25% e di un moltiplicatore pari a 135. Per i terreni agricoli e per quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola il moltiplicatore è pari a 75.

Infine, i terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, sono soggetti all'imposta solo per la parte di valore maggiore di 6.000 euro. Nel dettaglio, la tabella prevede riduzioni pari al 70% tra 6.000 e 15.500 euro, al 50% tra 15.500 e 25.500 euro, al 25% tra 25.500 e 32.000 euro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il