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Rimandato verdetto della Corte Costituzionale su ammissibilità referendum Lega per abrogazione riforma pensioni Fornero. Pareri e posizioni di forze politiche e sociali




Era in programma per lo scorso lunedì 14 gennaio ma è stato rimandato al 20 gennaio il verdetto della Corte Costituzionale sulla legittimità di voto del referendum promosso dalla Lega che chiede l’abrogazione totale della riforma pensioni Fornero. Le novità e ultime notizie riportano, chiaramente, pareri di forze politiche e sociali decisamente contrastanti sull’argomento. Se, dopo il primo via libera dalla Cassazione, anche la Consulta darà parere positivo, la prossima primavera gli italiani saranno chiamati ad esprimersi sulla possibilità di mantenere o meno in vigore le regole pensionistiche della legge Fornero.

E per sostenere il verdetto positivo della Corte Costituzionale, anche se, per quanti sostengono il referendum , come Sel, IdV, la Cigl di Susanna Camusso, altri invece ritengono difficile che la Consulta si esprima positivamente. Per l’economista Giuliano Cazzola, “La Corte Costituzionale sarà coerente con la propria giurisprudenza consolidata e rispettosa di quanto disposto dall’articolo 75 della Costituzione, il quale non ammette il referendum per le leggi tributarie e di bilancio. La riforma Fornero  non era contenuta in una legge specifica, ma faceva parte integrante del decreto Salva-Italia e quindi di una complessa operazione di finanza pubblica di natura fiscale. La riforma del 2011 sta bene così”.

Dello stesso parere l’ex commissario straordinario dell’Inps, Tiziano Treu, per cui ci sono “ragionevoli motivi per considerare inammissibile il referendum anti riforma pensioni Fornero proposto dalla Lega Nord di Matteo Salvini”. Anche per Franco Carini “La corte non considererà ammissibile il referendum su una legge che ha segnato una svolta giudicata positiva. La riforma Fornero non è legge di Bilancio anche se è contenuta in una manovra finanziaria. Tuttavia la scelta sarà più politica che tecnica”.

A intervenire sull'eventuale voto della Corte Costituzionale anche l'ex ministro Fornero che ha detto: “Sono serena e faccio fatica a pensare che la Corte Costituzionale possa avallare una pessima politica. Penso che aver fatto balenare l’idea nelle persone che esista una strada in discesa sia irresponsabile. Ma questa è la democrazia: se il Paese decide che vuol tornare indietro su una riforma che è severa ma ha contribuito a evitare la crisi finanziaria bisognerà trovare le risorse.  E’ facile dire eliminiamo una riforma considerata sgradevole. E’ molto più difficile dire come. Fino al 2020 si prevede di risparmiare 80 miliardi. Se la legge viene abrogata bisogna dire con che cosa si sostituisce”.

Non si è fatta attendere la dura replica di Matteo Salvini: “Elsa Fornero abbia la decenza di tacere. Dopo la sua drammatica riforma, approvata con i voti del Pd di Matteo Renzi, adesso l’ex ministro del Lavoro si permette pure di dire che la Corte Costituzionale non dovrebbe consentire ai cittadini di esprimersi. Non ha proprio ritegno e minimo senso della decenza”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il