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Pensioni anzianità, vecchiaia, donne riforma Governo Renzi: novità e motivi per cui conti INPS in rosso. E pensioni non centrano

Revisione della governance dell’Inps necessaria per rimettere in senso i conti e non solo novità per riforma pensioni Fornero. La situazione attuale




La tenuta del sistema previdenziale italiano è a rischio e confermarlo le novità e ultime notizie sui dati Inps che non fotografano certo una situazione positiva. A risolvere le difficoltà il nuovo presidente, Tito Boeri, che si ritrova alle prese non solo con lo studio di interventi decisivi per modificare la riforma pensioni fornero, ma anche con una revisione della governance dell’Istituto che era, in realtà, stata annunciata dall’ex commissario straordinario Treu.

L'arrivo di Boeri potrebbe, infatti, accelerare le modifiche da approvare alla riforma pensioni Fornero, e portare a riformare la governance dell'Inps, e portare a compimento la fusione dell'istituto di previdenza con quelli dei lavoratori pubblici (Inpdap) e dello spettacolo (Enpals). Ma la situazione della insostenibilità, ormai, dei conti sembra diventata di urgente risoluzione.

La spesa pensionistica italiana continua ad essere troppo elevata, come del resto ha puntualizzato la stessa Ue sospinta anche dal Fondo Monetario Internazionale, è necessari attuare tagli alle pensioni, esattamente come aveva chiesto l’Ue. Sono diventate, infatti, troppo alte le spese che in quattro anni sono passate da 91 miliardi di euro a 322,2 miliardi. Decisamente eccessive.

E si tratta di una situazione che non è solo il risultato della fusione con l’Inpdap, ma che deriva da una gestione sbagliata, da una spesa alta per l’erogazione di pensioni che vanno, in realtà, ad un numero minore di pensionati. Senza considerare l’ingiustizia delle pensioni integrative esagerate per alcune categorie di lavoratori e dell’erogazione delle false pensioni di invalidità che hanno un costo per lo Stato e per l’Inps e che contribuiscono a creare la matassa degli alti conti da cui non si riesce ad uscire.

E potrebbe subire modifiche, tra le novità negative, l’ipotesi di esenzione dai ticket per i pensionati di 65 anni di età e con un reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro annui, proposta che le Regioni, ma che potrebbe essere circoscritta, proposto dal coordinatore degli assessori regionali alla Sanità Coletto, ai disoccupati o alle famiglie numerose. E accanto a questo cambiamento peggiorativo, ricordiamo, che resta da risolvere il problema della rivalutazione negativa delle pensioni, frutto dell’andamento negativo del Pil italiano.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il