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Partita iva nuovo regime dei mimini 2015: come funziona. Spese, contributi, tassazione. Calcolo

Il primo gennaio 2015 è entrato in vigore il nuovo regime dei minimi, a cui potranno aderire i contribuenti che apriranno la partita Iva del 2015 e gli ex-minimi, se in possesso dei requisiti.




Novità importanti per i possessori di partita Iva, in particolare per chi è titolare di un'impresa o esercita un'attività di lavoro autonomo di dimensioni ridotte: a partire dal primo gennaio 2015 è entrato in vigore il nuovo regime dei minimi, radicalmente diverso rispetto a quello in vigore. I limiti reddituali per aderire al regime dipendono dall'attività prescelta e se non superati permettono al contribuente di restare all'interno del regime, senza alcuna limitazione temporale. I contribuenti che aderiscono al nuovo regime dei minimi non sono tenuti, come già avveniva nel regime previgente, a tenere la contabilità generale e nemmeno la contabilità Iva ma esclusivamente a conservare le fatture di acquisto e vendita.

Nuovo regime dei minimi, tassazione

In maniera simile al regime previgente chi aprirà partita Iva nel 2015 nel regime dei minimi è esonerato dall'applicazione dell'Irpef (e delle relative addizionali), dell'Iva, dell'Irap e dalla disciplina degli studi di settore e non dovrà decurtare i propri compensi a causa dell'applicazione di alcuna ritenuta d'acconto. Il reddito lordo viene tassato con imposta sostitutiva, aumentata nel 2015 dal 5 al 15% rispetto allo scorso anno. Per chi apre la partita Iva nel 2015 è prevista la riduzione della base imponibile per l'imposta sostitutiva ad un terzo, per i primi 3 anni.

Determinazione del reddito lordo

Il reddito lordo viene determinato applicando forfetariamente un coefficiente di redditività, che dipende dall'attività svolta, al totale fatturato. Ciò significa che i costi sostenuti per l'attività di impresa o lavoro autonomo non potranno essere in alcun modo portati in deduzione, ad eccezione dei contributi previdenziali, e avvantaggia chi sostiene costi effettivi minori rispetto a quelli previsti dai coefficienti, una platea che non sembrerebbe molto numerosa. In maniera complementare può essere calcolata la percentuale di deducibilità, ottenibile sottraendo a 100 il coefficiente di redditività.

Regime dei minimi 2015, contributi Inps e gestione separata

Pessime notizie per i lavoratori autonomi che apriranno partita Iva nel 2015 e aderiranno alla gestione separata, costretti a versare all'Inps il 30,72% del reddito lordo, determinato con le modalità già spiegate. Buone notizie invece per chi aderirà alla contribuzione artigiani e commercianti, dove nonostante l'aliquota sia aumentata al 22,65%, è possibile versare in proporzione al reddito lordo e non più nella misura minima fissa di circa 3.000 euro. Questa norma potrebbe incentivare l'apertura di partita Iva per le microattività.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il