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Partita iva regime minimi 2015 nuovo: confronto a chi conviene, quando e come aprire in base a tassazione Irpef e contributi INPS

C'è tempo fino al 31 gennaio 2015 per aprire una partita Iva con il vecchio regime dei minimi, che avvantaggia la stragrande maggioranza dei contribuenti.




Il nuovo regime dei minimi, caratterizzato da un aumento dell'aliquota dell'imposta sostitutiva e da una diversa determinazione del reddito imponibile, non soddisfa le esigenze di molti contribuenti, che si stanno affrettando ad aprire la partita Iva con il vecchio regime (è possibile fino al 31 gennaio 2015). A chi potrebbe convenire l'apertura della partita Iva con il nuovo regime?

A chi conviene il nuovo regime dei minimi, alcune considerazioni sulla nuova tassazione

Per individuare quali sono le categorie di lavoratori autonomi o piccoli imprenditori avvantaggiati dal nuovo regime dei minimi, è necessario comprendere quale sarà la tassazione applicata e i relativi contributi.
Il reddito lordo (base imponibile su cui versare l'imposta sostitutiva e i contributi Inps) non verrà più calcolato come differenza tra ricavi effettivi e costi sostenuti (inerenti all'attività) ma verrà predeterminato, applicando ai ricavi una percentuale di redditività, variabile a seconda del settore di appartenenza. La determinazione del reddito lordo con queste modalità avvantaggia esclusivamente i possessori di partita Iva che non sostengono costi elevati (e potranno portare in deduzione una parte dei costi, anche se non sostenuti), ma il numero dei lavoratori autonomi e piccoli imprenditori che saranno avvantaggiati dal provvedimento verrà ulteriormente ridimensionato dall'entità dell'aliquota dell'imposta sostitutiva, che passa dal 5 al 15%.

A chi conviene il nuovo regime dei minimi, come cambia la contribuzione Inps

L'aliquota relativa ai contributi Inps per i lavoratori iscritti alla gestione separata aumenterà di tre punti nel 2015 fino al 30,72% e dovrebbe aumentare ulteriormente nei prossimi anni, ma non è da escludere un provvedimento in senso inverso da parte del Governo. Buone notizie per gli iscritti alla gestione Inps artigiani e commercianti che non saranno più costretti a versare un contributo minimo in 4 rate (circa 3.000 euro all'anno, complessivamente), ma potranno versare in proporzione al reddito effettivo. Probabilmente il nuovo regime dei minimi conviene esclusivamente a chi si trova in questa situazione, e allo stesso tempo non presenta costi rilevanti.

Confronto tra nuovo regime dei minimi e regime ordinario

A differenza del regime previgente, nel nuovo regime dei minimi non esistono limiti temporali e anagrafici e per questo motivo l'adesione al nuovo regime potrebbe essere un'alternativa valida per chi non era in possesso dei requisiti anagrafici, ed era costretto all'apertura di partita Iva senza agevolazioni, che obbliga il contribuente a versare Iva, Irpef (e addizionali), Irap e ad essere sottoposto agli Studi di Settore. I maggiori adempimenti a carico di chi aderisce al regime privo di agevolazioni si riflette anche in costi relativi alla consulenza professionale più elevati.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il