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Pensioni 2015: calcolo attuale, requisiti, contributi, età e come potrebbe cambiare con referendum abolizione Legge Fornero

Requisiti pensionistici in vigore quest’anno con regole della riforma pensioni Fornero e cosa potrebbe cambiare con voto positivo su referendum




Domani, martedì 20 gennaio, la Corte Costituzionale dovrebbe finalmente pronunciarsi sulla legittimità, o meno, del referendum promosso dalla Lega che vuole abrogare la riforma pensioni Fornero e sono diverse le novità e ultime notizie decisamente incerte sull’esito del verdetto, tra chi sostiene la necessità di cancellazione dell’attuale legge pensionistica Fornero e chi, invece, ritiene che si debbano attuare solo modifiche lasciando, però, in piedi la struttura della legge attualmente in vigore.

Oggi per andare in pensione secondo le regole stabilite dalla riforma pensioni Fornero, lavoratori e lavoratrici dipendenti del settore pubblico e lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata devono raggiungere i 66 anni e tre mesi di età, le lavoratrici dipendenti settore privato i 63 anni e 9 mesi, e le lavoratrici autonome 64 anni e 9 mesi, con 42 anni e sei mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e sei mesi per le donne.

Tutto, dunque, rimane esattamente uguale a quanto richiesto per il pensionamento nel 2014 ma, secondo l’adeguamento all’aspettativa di vita Istat, cui la legge Fornero lega l’aumento dei requisiti pensionistici, per la serie più si vive più si lavora, dal primo gennaio 2014 dovrebbe aumentare l’età pensionabile di quattro mesi, per cui si andrebbe in pensione non più a 66 anni e tre mesi ma a 66 anni e sette mesi, e così via ogni due anni.

Ma se il referendum della Lega portasse davvero alla cancellazione della legge Fornero, i requisiti attuali cadrebbero, si tornerebbe ad andare in pensione a 61 anni e tre mesi con 35 anni di contributi o a 40 anni di contributi indipendentemente dall'età anagrafica, mentre per la pensione di vecchiaia, si andrebbe di nuovo in pensione a 65 anni e tre mesi e a 60 anni e 6 mesi per le donne del settore privato, e si chiuderebbero, allo stesso tempo, casi di esodati e quota 96 della scuola.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il